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Se voleva stupire il mondo intero il Primo Ministro greco Antonis Samaras c’è riuscito alla grande…Non c’è che dire…Era la mezzanotte dell’11 giugno, cinque giorni fa, quando in base ad un decreto legge emanato dal suo Governo, il segnale dei tre canali della televisione pubblica ERT ( Elliniki Radiophonia Teleorasi) e di diverse stazioni radio locali è stato spento. 2656 licenziamenti. Tutti i dipendenti. Non c’è bisogno di essere esperti costituzionalisti per  comprendere l’assoluta gravità di tale gesto.

A giustificare la sua azione il primo Ministro ha affermato:” la Grecia è diventata un parco giurassico, dove abbondano dinosauri con mentalità antiquata. ERT simboleggiava troppe spese e mancanza di trasparenza. Ma questo fino a ieri. Non stiamo chiudendo la televisione pubblica, anzi adesso riusciremo ad averne una vera.” Che il sistema dell’informazione pubblica televisiva greca avesse necessità di riorganizzazioni e di snellimenti è fuori di Continua a leggere »

Atene: l’Acropoli; Roma: i Fori Imperiali … Hanno qualcosa in comune queste due città con i loro monumenti simbolo? Sì, molto. Ed ancora di più, ci auguriamo, dopo il promesso ed atteso annuncio del neo-sindaco Ignazio Marino: dal 15 agosto l’area dei Fori Imperiali sarà pedonalizzata. Di frequente siamo intervenuti su questo argomento. Non abbiamo alcuna intenzione di tornare sul già scritto, né  di riproporre la lunga e tormentata storia del progetto e delle sue FIG 1trasformazioni, da Ernesto Nathan a Antonio Cederna, da  Luigi Petroselli a Francesco Rutelli, fino alle recentissime battaglie intraprese da Legambiente. Acqua passata a questo punto. Ora un progetto -minimale quanto volete- c’è.  Sarà chiuso il tratto dell’asse dei Fori Imperiali compreso tra via Cavour, Largo Corrado Ricci e il Colosseo: qui passeranno solo mezzi pubblici. Il traffico privato sarà dirottato  sul percorso via degli Annibaldi/ Nicola Salvi/ Labicana. Una porzione del quartiere Monti sarà così compresa all’interno della ZTL. Come evidente, si provvederà a fluidificare il passaggio delle auto Continua a leggere »

logo-scrivistabiae-300x197 Sarà interessante, divertente, sorprendente, strabiliante: è la nostra scuola di scrittura creativa “sul campo” archeologico.

È aperta a tutti, anche a chi vuole passare una settimana diversa e originale tra Pompei, Ercolano e Stabia. E ovviamente a chi vuole cimentarsi con la scrittura, e crede che il passato sia fonte inesauribile di conoscenze e fantasia.

L’ho ideata assieme a Carmen Covito e, inutile dirlo, quella che insegna a scrivere e “creare” è lei. Ma anche, per chi l’avesse scordato, Carmen “sa di greco e di latino” e pure parecchio, conosce bene archeologia e archeologi, e per Pompei & Co. gira ad occhi chiusi, visto che è nata a Castellammare e ha passato la sua infanzia nella scuola-museo di Libero D’Orsi.

Io farò invece il mio mestiere: ragionerò su quanto i nostri modi di guardare al passato ci dicono di noi stessi. E non è poco.

Leggete un po’ qui sotto, e magari anche sul nostro sito http://www.officinascriptoria.it.

Vi ispira? Beh, ci vediamo a Stabia dal 7 settembre!

Cinzia

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Si è tenuta il 6 giugno l’audizione del Ministro Maria Chiara Carrozza (MIUR) alle Commissioni riunite di Camera e Senato. Un  primo, importante, appuntamento che evidenzia le linee programmatiche del Dicastero relativamente ad Istruzione, Università e Ricerca.

Ribadite importanza e strategicità del settore, il Ministro  torna a sottolineare l’abissale ritardo del fig. 1nostro Paese nel raggiungere l’obiettivo Europa 2020 (40% della popolazione laureata)  ed al contempo  nel produrre innovazione e crescita attraverso la ricerca. A maggior ragione in questi tempi di crisi, che registrano un generalizzato calo delle iscrizioni,  è impensabile non guardare anche ai numeri. In proposito il rimando, voluto proprio dall’ex-Rettore del San’Anna di Pisa, dei test per l’accesso alle facoltà a numero chiuso (che, nella versione Profumo, erano stati anticipati finendo quasi per sovrapporsi agli esami di maturità), nonostante qualche protesta tutta meneghina, sembra cogliere nel segno e tenere conto anche del vistoso crollo delle iscrizioni che diversi grandi Atenei avevano denunciato. A domani, mercoledì, la firma del nuovo DM sull’accesso programmato.

Credibilità, trasparenza e coesione sono le tre parole chiave alle quali il Ministro dichiara di volere ispirare la sua azione.

Credibilità sta per capacità dell’Amministrazione di programmare finanziamenti sicuri nel medio e nel lungo periodo. “I sistemi dell’istruzione, dell’università e della ricerca non possono vivere nell’incertezza perenne tra tagli e rimodulazioni in corso d’anno”. Continua a leggere »

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Un convegno sulla Cappadocia. Bello! Su tutto ciò che noi italiani abbiamo fatto e facciamo per quel luogo così unico e incredibile, e che pochi conoscono. Ancora più bello!

Lo organizza Clelia Mora all’Università di Pavia che parlerà dei “suoi” Ittiti in Cappadocia, delle sue ricerche laggiù che stanno mostrando come lì vi fu un regno prospero anche dopo il crollo del grande impero, e ragionerà forse delle storie narrate su quel regno dagli storici greci, d’incerta verità. Sono di parte e lo ammetto: in gioventù ho sudato sui cunei ittiti e proprio a Pavia. Li ho abbandonati, sia gli Ittiti che Pavia, colpevole: ma il primo amore non si scorda mai.

Poi c’è la Cappadocia cristiana e dei Padri della chiesa, quella più famosa che tutti conoscono, e che Maria Andaloro dell’Università della Tuscia indaga da anni. Ricordo una bella giornata viterbese dedicata tutta alla Cappadocia, anni fa. Lì ho conosciuto il fotografo Rodolfo Fiorenza, amico di Maria, e ho ammirato la sua visione della Cappadocia: pietre che disegnano geometrie sinuose, e che nel movimento quasi parlano, tanto paiono animate. Discutendo con lui, però, e con i giovani fotografi che in Cappadocia hanno seguito i suoi consigli, è emersa soprattutto la gente che abita quelle pietre e le custodisce da secoli. Anche le antiche chiese ricche di pitture, anche se quella gente oggi è musulmana. Ma è nata e cresciuta lì, e tanto basta. La vita tiene in vita. Quando invece le pietre sono abbandonate, come in Cappadocia è accaduto a Zelve fatta evacuare dall’Unesco, allora cominciano i guai e l’incuria distrugge ogni cosa. Quel giorno avevo promesso a Maria che sarei presto andata a trovarla in Cappadocia, ma per motivi diversi non l’ho ancora fatto e mi dispiace molto. Nel frattempo Rodolfo ci ha lasciati, nel marzo dell’anno scorso, e anche con lui mi rammarico di non aver trascorso più tempo. Ci sono però le sue foto a parlare di lui: chi l’ha conosciuto lo capisce, le sue foto sono vive perché in ogni scatto metteva tutto se stesso. Ecco, da quel giorno a Viterbo, e specie dopo la sua dipartita, se sento Cappadocia vedo Rodolfo. Vedo l’anima dentro ogni cosa. È un ricordo felice.

182118398-0d5bc9ef-8d4a-46ca-9221-36e65a5b4518L’ha dichiarato ieri a Repubblica Gianni Berengo Gardin in un’intervista che merita leggere tutta. E merita guardare le foto da lui scattate in questi ultimi mesi: denuncia molto più forte di mille parole.

Li ho fotografati così perché si vedesse non solo che sono orrendi, ma che fanno terrore“. E ancora: “Sono navi smisurate rispetto alle proporzioni della città, non c’è comune misura. Sono alte il doppio di palazzo Ducale, lunghe il doppio di piazza San Marco. Nessun luogo resiste a questa sproporzione, a questa prepotenza visuale“. Ma non è solo questo: “Io posso immaginare che, vista da lassù, Venezia sia uno spettacolo meraviglioso. Ma in questo modo, vista così, Venezia diventa un modellino, una miniatura, un giocattolo. Non c’è più differenza fra questa Venezia vista dal dorso del mostro e le Venezie artificiali che hanno rifatto in America. Sono la stessa cosa, ormai. Anzi quelle resisteranno meglio e fra un po’ saranno più vere. Lasciamo stare un momento gli incidenti che sono drammaticamente possibili: già adesso queste navi stanno sgretolando Venezia, anche senza toccarla materialmente“.

Giovedì prossimo ci sarà una nuova riunione a Roma, al Ministero delle infrastrutture, per discutere del problema delle grandi navi a Venezia: che discutano non solo badando ad opportunità e opportunismi ma guardando bene, con estrema attenzione, le navi-mostro di Gianni Berengo Gardin.

La notizia riportata dal quotidiano greco Ta Nea qualche giorno fa è di quelle che riaccendono la speranza, che lasciano credere che sia possibile farcela (http://www.tanea.gr/news/greece/article/5021144/h-epistrofh-toy-klemmenoy-thhsayroy/).

Dalla Svizzera sono rientrate in Grecia 118 monete di piena età classica. 15273290_coin9_limghandlerSi tratta  di un vero e proprio tesoretto composto da 13 tetradracme in argento (11 da Olinto, 2 da Acanto), da 14 tetraoboli battuti dal re di Macedonia Perdicca II e da numerosi conii della Lega calcidese. Le monete, frutto di scavi clandestini effettuati in Grecia settentrionale, erano state trovate nel novembre 2011 all’aeroporto di Zurigo nascoste entro la custodia di un CD. L’involucro era ben riposto nella valigia di un veterinario elleno-belga residente a Salonicco. L’uomo, segnalato, era noto da tempo alle Autorità greche per traffico illegale di antichità: già nel 2000 infatti era stato trovato in possesso di ben 1500 monete ora custodite al Museo Numismatico di Atene.

Dopo la scoperta del novembre 2011 il viaggiatore viene condannato dal tribunale svizzero per violazione della legge elvetica sulle antichità. Il veterinario Continua a leggere »

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C’è di tutto di più: libri, brochure, documenti, filmati, foto, giochi elettronici. Tutto quello che potete desiderare su Acropoli e affini, è raccolto in un gran calderone accessibile a tutti e, udite udite, organizzato in modo che diversi tipi di utenti (studiosi, scuole, visitatori, famiglie) trovino subito quel che fa per loro. Può servire a fare ricerche ma anche semplicemente a programmare una visita, a documentarsi meglio dopo la visita, a lavorare in classe con gli alunni. E’ l’Acropolis Educational Resource Repository realizzato dall’Information and Education Department dell’Acropolis Restoration Service: provare per credere! Ah, il materiale è suddiviso anche per temi (architettura, scultura, storia, restauro etc.) e per monumenti. Cosa desiderare di più?

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Tremate i Filelleni son tornati. Credevate si fossero smarriti in qualche anfratto delle Meteore o tra le nubi dell’Olimpo? Beh, supposizione (quasi) esatta, anche se i luoghi di smarrimento sono stati meno evocativi e romantici: i corridoi universitari per alcuni di noi, le cliniche per altri. Ma avevamo sempre il filo d’Arianna a riportarci sulla retta via. E siamo di nuovo qui, pronti (più o meno) a rimetterci filellenicamente in marcia.

Nel frattempo, ovviamente, è accaduto di tutto di più, e ci mordevamo le mani per non poter scrivere nulla, dare la visione filellena dei fatti. Ma indietro non si torna, si guarda avanti. Con qualche nobile eccezione. Continua a leggere »

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Non si abusa del termine “mistero” quando si parla dei Giardini pensili di Babilonia: furono una delle Sette meraviglie del mondo magnificate da tutti, ma nessuno ha mai detto dove fossero in realtà. O forse uno solo, quel Berosso babilonese che nel III secolo a.C. si peritò di spiegare bene ai greci la sua antica e gloriosa cultura di fronte alla quale i greci erano quasi dei parvenu. Intendeva in particolare sfatare leggende e dicerie greche, come quelle che volevano le varie regine, l’assira Semiramide in testa, costruttrici di tutta la città. Eh no, reagì Berosso: la città che vedete, quella dalle mura immense e i giardini pensili, è tutta opera del grande Nabucco (come dopo Verdi noi, che volgarizziamo ancor più dei greci, chiamiamo il grande Nabucodonosor). Mistero risolto? Non proprio, perché in tutta Babilonia non c’è un luogo dove collocare con certezza quei benedetti giardini. Ci sono solo varie ipotesi più o meno plausibili, ma nessuna convincente. E poi c’è una signora di Oxford, tale Stephanie Dalley, che da oltre vent’anni continua a ripetere che quei giardini non erano a Babilonia bensì a Ninive. Continua a leggere »

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