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Riceviamo da un Collega e volentieri pubblichiamo:

Ne ho contati 404. Tanti sono finora i ricorsi contro l’ASN passati dalla terza sezione del TAR del Lazio nel periodo compreso tra il 10 marzo ed il 19 luglio. Ce ne fig. 1sono altrettanti in attesa e le file di chi aspetta continuano ad ingrossarsi.  E’ forse ancora presto per cercare di tirare qualche somma…Ma noi, pur non essendo pervasi da sacro fuoco per i numeri, proveremo ugualmente a cimentarci.

Le prime ordinanze sono degli inizi di marzo, ma a causa del loro alto numero la 3° Sezione del TAR del Lazio fa oggettiva difficoltà a smaltire il contenzioso ed è in grande ritardo. Per dirla in altri termini, Continua a leggere »

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Si chiama pomposamente “Parco monumentale” ma in realtà è un fazzoletto di terra di dieci metri per venti o forse meno. In pratica c’è solo l’”arca funeraria” che custodirà le presunte ossa del povero Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. E dire presunte è già molto, visto che sono state prelevate da un antico cimitero di Port’Ercole nel 1956 assieme ad altre, e sottoposte oggi a un’analisi del Dna che stabilisce solo una lontana probabilità. Ma il sindaco Arturo Cerulli (Nuovo centro destra) ha voluto crederci, così dopodomani, anniversario della morte del grande pittore, i suoi “resti mortali” saranno deposti con cerimonia e gran festa proprio all’ingresso del paese. Saremo lì a vedere, in prima fila, ma già i preparativi sono uno spasso. Continua a leggere »

10469677_722045364525466_5974142714926942108_nChi è passato di recente a Roma dalle parti della Colonna Traiana? Sì proprio quella cosa che tutti guardano a testa in su cercando di capirci qualcosa – di isolare qualche episodio della lotta di Traiano contro i Daci di re Decebalo – e poi si ritraggono doloranti e affranti. Beh, un tempo la colonna aveva a destra e a manca le biblioteche, e dai loro balconi al secondo piano qualche scena si ammirava. Ma oggi che fare, oltre a farsi venire il mal di schiena?

Nel Seicento ci fu chi fece incisioni di alcune scene, donandole pure al Re Sole. E nell’Ottocento Napoleone III commissionò delle matrici da cui sono stati ricavati i calchi in gesso che si trovano ancor oggi al Museo della civiltà romana: fino a ieri, chi voleva ammirare da vicino l’arte del “maestro delle imprese di Traiano”, lì doveva andare.

Ma da qualche giorno si può ammirare, proprio sotto il monumento, una riproduzione fotografica del fregio tutto intero. A dire il vero non è bellissima, ma spiega: con brevissime didascalie, racconta cosa rappresentano i singoli rilievi e permette a tutti di ripercorrere quella fortunata campagna militare. Proprio a tutti nessuno escluso: c’è sempre gente lì attorno che guarda, legge, indaga. Anche in pieno mezzogiorno sotto il sole. Nulla spaventa l’indomito turista assetato di sapere traianeo. Ed è bello guardarli mentre discutono, si scambiano opinioni, tornano sui propri passi a riguardar qualcosa. È quasi un gioco, bello e semplice: perché non si è fatto prima? Ma bando alle recriminazioni: godiamoci la festa! E speriamo che quelle foto infondano in alcuni la curiosità di ammirare da vicino i rilievi, ancorché in copia, così il Museo della civiltà romana finalmente si popolerà. Quando riaprirà i battenti, ovviamente. Continua a leggere »

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La sala è bianca, spoglia. I Bronzi di Riace campeggiano, soli, sulle loro basi antisismiche. In un angolo stanno i bronzi di Porticello e altri capolavori, con una breve didascalia a raccontarne la storia. Poi nulla di nulla. Tutto si concentra sulla contemplazione estatica dei Bronzi. Sulla meraviglia fine a se stessa. E se per caso qualcuno, in visita alla sala dei Bronzi al Museo archeologico di Reggio Calabria, volesse informazioni su questi capolavori antichi? Ricordare come furono scoperti, restaurati e studiati, e come mobilitarono le folle a Firenze e a Roma? E sapere soprattutto qualcosa della loro arte sublime, e delle mille ipotesi avanzate negli anni sul loro artefice e la loro funzione? Nossignori a Reggio Calabria non c’è nulla di nulla. C’è solo un filmato in una sala antecedente che racconta pressoché solo l’ultimo restauro calabrese. Ed è inutile cercare qualche pubblicazione al bookshop perché non c’è. Cosa può fare dunque una povera mamma di fronte a un figlio che chiede perché? Se non si è preparata prima, è disarmata perché il museo non le fornisce le armi della conoscenza. Ma che razza di museo è, se non aiuta a conoscere?

È un racconto disperato, quello di un amico di ritorno da Reggio Calabria. Al momento non posso viaggiare, come i nostri lettori oramai sanno, ma chiedo agli amici di avere occhi e orecchie per me. E vi risparmio l’odissea per preacquistare il biglietto, alle prese con un ufficio prenotazioni che pare creare complicazioni anche dove non ci sarebbero. Una settimana fa esatta agli Stati Generali della Cultura Benito Benedini, presidente del Gruppo 24 ore, ha rilanciato la sua trita proposta di far viaggiare i Bronzi per il mondo, e subito i reggini gli hanno risposto per le rime. Hanno fatto bene e io sono e sarò sempre dalla loro parte: sono infatti tra i primi convinti firmatari della petizione che chiede l’inamovibilità del Bronzi e la tanto agognata apertura del museo tutto. Però, reggini miei cari, dovete chiedere anche un museo all’altezza dei tempi. Un museo che racconti le storie dei propri capolavori, e non li offra solo alla pura contemplazione. Un museo che presenti a voi anzitutto, prima che ai turisti, le vicende passate della vostra terra. Privi della loro storia, gli oggetti per quanto belli sono vuoti. Se non chiedete e pretendete questo, allora prestate il fianco a tutti i Benedini che vorranno privarvi di quanto vi spetta. E rischiate di insinuare nei visitatori il deleterio dubbio che forse certi tesori starebbero meglio altrove. Non correte questo rischio, vi prego. Battetevi anzitutto perché l’unica sala aperta del museo, la sala dei Bronzi, sia una sala museale vera.

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Eh sì, gli editori dicono che non leggiamo più libri, non li compriamo più. Però se i libri sono introvabili, per forza non li compriamo!

Parliamo di due libri dell’editore Electa: il catalogo della mostra La biblioteca infinita, attualmente al Colosseo, e la guida alla mostra Adriano e la Grecia a Villa Adriana (il catalogo vero ancora non c’è). Un’amica li vorrebbe acquistare ma non si trovano online (e già questa è grossa). È a Roma di passaggio, ha solo un’ora tra un treno e l’altro, e pensa di andare a Palazzo Massimo o al Museo delle Terme: “lì li trovo di sicuro”, pensa. Illusa. “Li abbiamo chiesti più volte all’editore, ma non ce li danno”, dicono ai bookshop. Segno che la mia amica non è la prima, ma che molti hanno visto una delle due mostre senza acquistare in loco il catalogo, e poi hanno pensato che vorrebbero averlo. Oppure hanno pensato di acquistarli direttamente a Palazzo Massimo prima di partire, in modo da non portare pesi. Insomma ci possono essere infiniti motivi per cui i bookshop del Museo Nazionale Romano - non l’ultimo museo sulla faccia della terra – nelle sue sedi più frequentate che stanno proprio di fronte a Termini, dovrebbero vendere i cataloghi delle mostre in corso in città. Nossignore si vendono solo ed esclusivamente nella stessa mostra. Ma siete matti?

Villa Adriana è lontana da Roma ed è già un miracolo che un turista arrivi fin laggiù: per un libro no che non ci torna! E il Colosseo? Il povero turista dovrebbe, nell’ordine: rifare ore di coda sotto il sole, pagare un biglietto più che salato, farsi largo tra le orde che invadono d’estate il Colosseo, e dunque affannarsi e sudare per un paio d’ore e forse più, solo per acquistare il catalogo? Non lo farà mai! Non stiamo parlando di marziani, di concorrenza o che, ma di mostre realizzate tutte dallo stesso editore, che ne ha pubblicato tutti i cataloghi e ne gestisce tutti i bookshop. Anche se non vendesse nemmeno un catalogo, la sua sola presenza nei bookshop sarebbe una forma di pubblicità a costo zero. Perché rinunciarvi? Beh, l’amica con un’ora sola di tempo aveva anche una terza richiesta: il catalogo de La gloria dei vinti, mostra in corso a Palazzo Altemps che sta vicino a piazza Navona, ma fa comunque parte del medesimo Museo Nazionale Romano. Quello almeno c’era: ci mancherebbe!

didoneperesempio (2)Galatea, per esempio: lei sì che sa raccontare l’antico. Sa fare storytelling, come si dice oggi. “Teleolimpo” è lo slogan dei suoi studenti di scuola media, quando racconta in classe le storie dei greci e dei romani. “Badilate di cultura” è la sezione del suo blog dedicata all’antico. Che convive tranquillamente con i commenti di politica, di società, con le storie di paese (per chi ancora non lo sapesse, Galatea è una delle blogger più seguite del web). E convive così bene l’antico col moderno, che a gennaio un suo post su Didone, scritto ancora nel 2009, ha fatto il giro del web con oltre 300mila lettori, e continua a collezionarne. L’ha letto pure l’editore Castelvecchi che ha proposto a Galatea di fare un libro, ed eccolo qua fresco di stampa, da domani in tutte le librerie.

Bella la copertina eh? E all’interno troverete una galleria di personaggi del mondo antico, dai mitici Ulisse e Penelope ai grandi di Grecia (Temistocle, Pericle, Alessandro) agli imperatori di Roma e le loro donne. Scordatevi però le algide statue che ammirate nei musei, oppure coloratele e fatele muovere, parlare, gridare. Perché Galatea è così, riesce a farti sentire gli antichi un po’ tuoi amici. Continua a leggere »

Charlemagne-Image-300x216Sfidare turisticamente il Colosseo a Roma, è dura. È lotta di Davide contro Golia. Ma a quel tempo fu Davide a vincere, come sappiamo; e in fondo qui non si tratta di superare i 6 milioni di visitatori l’anno dell’arena più famosa del mondo, ma di affollare anche altri luoghi della città. Luoghi sconosciuti ai più, citati a malapena dalle guide turistiche generaliste, ma che messi assieme sono spettacolari, e soprattutto raccontano storie romane di un fascino tale, che al confronto i gladiatori impallidiscono.

È così per Carlomagno e le testimonianze carolingie in città: sapevate che in nessun altro luogo al mondo si trovano così tante vestigia dell’epoca come a Roma? Che a Roma si può letteralmente camminare sulle orme di Carlomagno percorrendo le sue stesse strade? Ammirare quel che lui vide o fece costruire, finanziando un programma di rinascita della città veramente “imperiale”? Dalla Crypta Balbi a San Pietro, dalle nobili case e le chiese nei fori alla chiesa dei Santi Quattro Coronati, da Santa Maria in Cosmedin a Santa Prassede a Santa Susanna, per finire con il grande palazzo al Laterano. C’è persino, al foro, l’unica strada di epoca carolingia oggi visibile. Non è meraviglioso tutto ciò? Non potrebbe attirare il nutritissimo gruppo di appassionati di Medioevo, e non solo? Ovviamente c’è già in città chi fa visite guidate sul tema, ma è un manipolo sparuto. Mentre nelle intenzioni di Richard Hodges, presidente di The American University of Rome (ma in passato anche direttore della British School romana), Carlomagno potrebbe diventare un vero asset per Roma e trascinare le folle. Perché no? Continua a leggere »

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Sono Monuments Men veri, quelli che si stanno battendo per salvare dall’abbandono le meraviglie del porto di Roma antica. Il Comitato promotore parco archeologico Fiumicino Ostia antica vuole far conoscere al mondo quell’area immensa, bellissima, interessantissima che ha reso Roma capitale del mondo e sta a due passi, e in parte pure all’interno, dell’aeroporto di Fiumicino. Non è dunque un luogo qualsiasi, ma ha proprio tutto per il successo: c’è un aeroporto internazionale dove passa ogni giorno una valanga di gente, posto proprio dove l’imperatore Claudio prima, e Traiano poi, costruirono il porto di Roma con banchine, magazzini, cantieri navali, di tutto di più. Sono state trovate persino le navi, quando negli anni Sessanta del secolo scorso si realizzò l’aeroporto. E poiché i lavoratori del porto abitavano a Ostia, c’era una strada trafficatissima tra i due luoghi, la via Flavia, ricca ai suoi lati di necropoli, basiliche, locande, terme.

foto 2Cosa facciamo dunque noi di tutto questo ben di dio, di cui ogni viaggiatore in transito a Fiumicino potrebbe godere? Lo teniamo chiuso, ovvio! A parte Ostia antica, tutto il resto – i porti, la necropoli, la basilica, le terme – si apre solo saltuariamente o su richiesta. “Vengono di continuo turisti stranieri, e trovano chiuso”, lamentano al Comitato. “Un turista di passaggio non può sapere di dover telefonare giorni prima, o essere qui negli unici due giorni al mese in cui si fanno le visite guidate ai porti. Così se ne vanno via, delusi”. Per non parlare del Museo delle navi romane – meraviglia per gli occhi – che è chiuso e basta da tempo immemorabile. Continua a leggere »

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