“Tu che ne pensi?”, chiede la mia massaggiatrice dopo avermi raccontato la sua ennesima disavventura con l’ennesimo esemplare di maschio narcisoegoista. “Sei stata troppo gentile, troppo arrendevole – rispondo – Avresti dovuto metterlo con le spalle al muro”. “E magari trattarlo male”, aggiungo memore di un recente bestseller: Trattali male. Perché agli uomini piace soffrire. Ma il titolo dell’originale inglese è più eloquente: Treat Them Mean, and Keep them Keen. Eserciti di donne statunitensi e britanniche sono andate in visibilio. “Questo libro diventerà il vostro mantra!” ha sentenziato Vanity Fair. L’autore? Gerry Stergiopoulos, greco di Patrasso ora residente a Londra. Ha semplicemente messo in pratica un antico proverbio greco: “Gli uomini sono come i francobolli. Per farli attaccare, bisogna sputarci un po’ sopra”. E forse si è ricordato anche un po’ dei suoi lunghi studi di archeologia (Lisistrata?).
Da anni vado predicando per le università dello Stivale che una laurea in archeologia non ti deve far finire per forza con la cazzuola in mano. Che ci sono infinite possibilità, se si ha un po’ di fantasia. A Stergiopoulos di certo la fantasia non manca, e ci sta pure guadagnando un bel po’. Certo, lui è passato pure per il Grande Fratello, insomma è uno che si vuole mostrare, e ha la vocazione da consulente affettivo stile Stanford di Sex and the City. Però…
Ma funzionerà poi? Mio marito dice che a me il suo libro non serve so già come fare. Meglio non replicare… E anche la massaggiatrice è categorica: le ho provate già tutte, ho fatto la gentile, la gattina, la misteriosa, la cattiva, la stronza e chi più ne ha più ne metta. Niente da fare: dopo un po’ gli uomini da me scappano. Beh, nei casi disperati neppure l’archeologo fa miracoli.
Effe
Gerry Stergiopoulos
Trattali male. Perché
agli uomini piace soffrire
Piemme, 2009, pp. 208, euro 9