Questa volta pare che la Grecia faccia sul serio. Già la settimana scorsa ne aveva parlato Gerasimos Giakoumatos, parlamentare di Nea Demokratia ed ex Ministro della salute. “Piuttosto che tagliare salari e pensioni – aveva detto – lo Stato potrebbe dare in affitto l’Acropoli e tutti i siti archeologici“. Pareva una boutade, ma ieri l’altro voci dal Ministero della cultura ellenico hanno rivelato di essere davvero in attesa del miglior offerente. Per un servizio fotografico, per girare un film o per banale pubblicità. E il primo monumento pronto per la cessione sarà, ovviamente, l’Acropoli, il simbolo per eccellenza. Dicono anche che stabiliranno regole molto rigide. Staremo a vedere. Certo, non possono fare molto peggio di quel che noi Italiani vediamo ogni dì: il ponte dei Sospiri di Venezia vestito interamente dallo sponsor del restauro, palazzi e monumenti di mezzo stivale sottratti per anni alla vista dei più, l’Ara Pacis circondata dalle auto elettriche. E’ vero che di questi tempi non possiamo andare molto per il sottile, né in Italia né tantomeno in Grecia, ma c’è sempre un limite a tutto. Limite di decenza che noi Italiani abbiamo spesso abbondantemente superato, mentre trascuravamo altri modi assai più corretti (e forse persino remunerativi) di buon utilizzo dei nostri monumenti. Sapranno i Greci rispettare questo limite?
Effe
http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli//2012/1/111458.html
Aggiungo solo: