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Archive for the ‘Salonicco’ Category

Ci siamo finora astenuti dal commentare gli spettacolari rinvenimenti di Anfipoli (Macedonia orientale), ma adesso, dopo che da Fig, 1mesi un’intera nazione sta con il fiato sospeso ed attende la prosecuzione degli scavi con la stessa ansia con la quale, in genere, si aspetta il risultato della partita di calcio della squadra del cuore, è tempo di dire qualcosa.

Proviamo innanzi tutto a riassumere le puntate precedenti. E’ stato detto e scritto di tutto, di più. Se ne deduce che l’archeologia (questa Cenerentola del mondo accademico), in realtà, è ancora assolutamente capace di catturare, anche per mesi, l’attenzione dei media. E non solo dei media fig. 2di una piccola nazione come la Grecia, perché le notizie sui rinvenimenti di Anfipoli sono rimbalzate sui quotidiani e sulle televisioni di tutto il mondo. Se ne deduce altresì che la buona vecchia etica professionale, quella che vorrebbe che prima di parlare, di rilasciare interviste, di lanciarsi in ipotesi bizzarre ancorché infondate, l’archeologo abbia studiato, abbia letto, abbia fatto riscontri bibliografici, sta a zero.

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L’annuncio choc è venuto qualche giorno fa nel corso dell’annuale e 27° Convegno di Archeologia della Macedonia e della Tracia. A darlo è stata Angheliki Kottaridi, a capo della 17° Soprintendenza alle Antichità Preistoriche e Classiche.Fig. 0Il proseguire degli scavi nei pressi del grande tumulo di Verghina (l’antica Aigai, in Macedonia), che ha già restituito alcune tombe  attribuite ai membri della dinastia reale, ha portato alla luce altre cinque sepolture.

Tre sono semplici fosse con le pareti coperte da lastre; due, per contro, sono  tombe “macedoni”, cioè a dire tombe a camera con volta a botte e facciata monumentale. Una tipologia funeraria (altro…)

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arxaia_632_355-300x168 Sì certo in Grecia, non in Italia per carità! Sono ben 53 tra tombaroli e membri di un network di trafficanti orchestrato da un funzionario doganale. Nel marzo dell’anno scorso si è scoperto il loro organizzatissimo “giro” capace di far uscire illegalmente dalla Grecia migliaia di piccoli oggetti antichi, soprattutto monete, e venderli a importanti case d’aste. E nei prossimi giorni saranno davanti alla Corte penale di Salonicco. In Grecia si fa così… in Grecia.

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Se voleva stupire il mondo intero il Primo Ministro greco Antonis Samaras c’è riuscito alla grande…Non c’è che dire…Era la mezzanotte dell’11 giugno, cinque giorni fa, quando in base ad un decreto legge emanato dal suo Governo, il segnale dei tre canali della televisione pubblica ERT ( Elliniki Radiophonia Teleorasi) e di diverse stazioni radio locali è stato spento. 2656 licenziamenti. Tutti i dipendenti. Non c’è bisogno di essere esperti costituzionalisti per  comprendere l’assoluta gravità di tale gesto.

A giustificare la sua azione il primo Ministro ha affermato:” la Grecia è diventata un parco giurassico, dove abbondano dinosauri con mentalità antiquata. ERT simboleggiava troppe spese e mancanza di trasparenza. Ma questo fino a ieri. Non stiamo chiudendo la televisione pubblica, anzi adesso riusciremo ad averne una vera.” Che il sistema dell’informazione pubblica televisiva greca avesse necessità di riorganizzazioni e di snellimenti è fuori di (altro…)

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La notizia riportata dal quotidiano greco Ta Nea qualche giorno fa è di quelle che riaccendono la speranza, che lasciano credere che sia possibile farcela (http://www.tanea.gr/news/greece/article/5021144/h-epistrofh-toy-klemmenoy-thhsayroy/).

Dalla Svizzera sono rientrate in Grecia 118 monete di piena età classica. 15273290_coin9_limghandlerSi tratta  di un vero e proprio tesoretto composto da 13 tetradracme in argento (11 da Olinto, 2 da Acanto), da 14 tetraoboli battuti dal re di Macedonia Perdicca II e da numerosi conii della Lega calcidese. Le monete, frutto di scavi clandestini effettuati in Grecia settentrionale, erano state trovate nel novembre 2011 all’aeroporto di Zurigo nascoste entro la custodia di un CD. L’involucro era ben riposto nella valigia di un veterinario elleno-belga residente a Salonicco. L’uomo, segnalato, era noto da tempo alle Autorità greche per traffico illegale di antichità: già nel 2000 infatti era stato trovato in possesso di ben 1500 monete ora custodite al Museo Numismatico di Atene.

Dopo la scoperta del novembre 2011 il viaggiatore viene condannato dal tribunale svizzero per violazione della legge elvetica sulle antichità. Il veterinario (altro…)

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Si celebra oggi, come il 25 Marzo di ogni anno, la liberazione della Grecia dall’Impero Ottomano. Il 191° anniversario della Rivoluzione Panellenica del 1821. In realtà la data celebra l’inizio della guerra di indipendenza che di fatto durò fino al 1832. A più riprese i Greci avevano tentato di liberarsi dalla dominazione turca che fin dal 1453 imponeva la propria legge sul territorio ellenico. Ma quel marzo del 1821 l’impeto dei rivoluzionari fu più forte dei tentativi di repressione. E l’eco si sentì in tutti gli ambienti liberali dell’Europa dell’epoca (senza l’ausilio di Facebook e senza adunanze in streeming!) tanto che molti illustri intellettuali, come l’inglese George Gordon Byron e gli italiani Santorre di Santarosa e Giuseppe Rosaroll, partirono per unirsi ai rivoluzionari che, guidati nel Peloponneso da Kolokotronis ed a Missolungi da Markos Botzaris, mantenevano ancora alcune importanti sacche di resistenza. Fu uno straordinario esempio di coesione attorno all’ ideale della libertà come sentimento trasversale.Fa un certo effetto, oggi, riflettere su questa circostanza, sulla capacità di sostenersEpanastasii reciprocamente in nome di un credo fondamentale come quello della libertà. Fa effetto oggi, che si celebra un altro compleanno: il 25 Marzo 1957, in Campidoglio, i sei Paesi fondatori della Comunità Europea (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo) firmavano i due Trattati di Roma costitutivi della CEE (Comunità Economica Europea) e dell’EURATOM (Comunità Europea dell’Energia Atomica); i due Trattati ritenuti ancora oggi fondativi di quella Unione che oggi conta 27 Paesi.Firma_Trattato_Roma 1957
Ma cosa si aspetta la Grecia di festeggiare oggi? Cosa si aspettano le oltre 100 signore che chiacchierano intorno a me in questo affollatissimo caffè di Salonicco, come fossero in un lunedì qualunque di un Marzo qualunque? Hanno le signore una benché minima idea di quel che accade? E di quel che accadrà… (altro…)

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In attesa che sia finita la traduzione e che torni il commissario Charitos nel terzo romanzo della Trilogia che Petros Markaris ha dedicato alla crisi, sugli scaffali delle librerie, è comparso Tempi bui (Bompiani, 2013). FIG 1Una raccolta di 13 articoli e interviste pubblicati dal noto” giallista” per quotidiani tedeschi, dalla Süddeutsche Zeitung al Die Zeit, dal Diogenes Magazin al Sonntaz-die tageszeitung, ai quali si aggiunge un testo scritto appositamente per il volume (Quaranta giorni che sconvolsero il mondo).

Figlio di un armeno e di una greca, costantinopolitano di nascita, tedesco  -o meglio austriaco- per formazione liceale, viennese per formazione universitaria e poi finalmente ateniese, Petros Markaris, da intellettuale, cerca di spiegare all’uditorio germanico la critica situazione dell’Ellade. Gli scritti, che coprono il triennio 2009-2012, seguono l’arco della crisi e si interrogano sulle sue radici lontane; sulle peculiarità di un sistema clientelare retto, di fatto, da tre sole famiglie (Papandreou, Karamanlis e Mitsotakis); sul perché di un sistema politico che lascia poco o nessuno spazio all’opposizione; sul significato e sulle conseguenze che l’ingresso della Grecia nell’Europa ha comportato per il Paese. Né possono mancare riferimenti ai recenti risultati elettorali del 6 maggio e del 17 giugno 2012 che hanno catalizzato il voto di protesta negli estremismi della destra con  Chysi Avgi (Alba dorata) e della sinistra con Syriza.

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Giungono buone notizie da Salonicco: la città tutta si sta mobilitando per trovare una soluzione che salvi le bellezze emerse dagli scavi delle stazioni della nuova metropolitana. Si sono pronunciati contro la rimozione dei resti della via Egnatia e delle case e le botteghe che la fiancheggiavano, in pieno centro cittadino, sia il Sindaco della città che i Soprintendenti delle antichità bizantine e delle antichità classiche e preistoriche. E il rettore dell’Università cittadina ha creato una task force di ingegneri, architetti, archeologi, con l’incarico di studiare a fondo la situazione e proporre un’alternativa valida e fattibile alla rimozione. I responsabili dei Lavori pubblici e della metropolitana ribadiscono che tale alternativa non c’è, e insistono sui pericoli di ulteriori ritardi all’avanzamento dei lavori. Ma dovranno pur ascoltare chi a loro si oppone. “The moving of the antiquities would be a crime and an insult for the city“, ha affermato il sindaco Giannis Boutaris. Più chiaro di così!

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Thessaloniki_decumanus_ENSi chiama ancora oggi via Egnazia ed era una delle maggiori strade dell’impero romano. Così grande e importante da collegare Roma con Bisanzio, le due città che si passarono il testimone di capitale del mondo. È ovvio che, se scavi sotto la strada moderna, specie a Salonicco che fu la città più importante della via, trovi i resti della via antica. Così è accaduto durante i lavori per la metropolitana cittadina, soprattutto nelle due fermate di Santa Sofia e Venizelos nel cuore della città dov’è emersa, come d’incanto, l’Egnazia d’età bizantina. (altro…)

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Dalla finestra sul Lungomare di Salonicco

Ieri era la festa nazionale greca per la liberazione dalla dominazione turca: il 25 marzo 1821 è iniziata la guerra di indipendenza che i Greci hanno combattuto contro l’impero Ottomano dal 1821 al 1829 e hanno vinto solo grazie all’intervento decisivo delle grandi potenze europee, quelle stesse potenze che imposero nella Grecia “libera” una monarchia retta da un principe bavarese, Ottone di Wittelsbach primo monarca greco (!?). Così dagli Ottomani a Ottone il sogno greco della libertà si è infranto contro l’intervento tempestivo di alleati sostenitori che hanno determinato il percorso storico del Paese offrendo disinteressato e provvidenziale supporto. Allo stesso modo hanno deciso la detronizzazione di Ottone nel 1863, cui succedette un altro monarca, il Principe Vilhelm di Danimarca, che opportunamente prese il nome di Re Giorgio I di Grecia, decisamente più rappresentativo per il popolo greco.

Ieri nella città più importante dopo Atene, Thessaloniki, Symprotevousa cioè “co-capitale” come la chiamano i Greci,  il consueto corteo celebrativo del 25 marzo ha percorso il lungomare Thermaikos mantenendo come punto di riferimento principale il baldacchino blu delle autorità, eretto nello stesso punto di sempre, noncuranti che in quello stesso punto troneggi ormai da tre anni, al n. 33 della via, il Consolato Tedesco.  Scelta non proprio felice.

Così giovani uomini e donne schierati in divisa bianco/nera (alcuni con un nostalgico fez!) hanno sfilato ordinati al ritmo ossessivo dei tamburi portando con orgoglio la loro bandiera, sotto lo sventolio supremo del vessillo giallo-rosso-nero teutonico.

Intanto in fondo al corteo rumoreggiavano pochi manifestanti, e con poca voce. Hanno atteso che il corteo completasse la sua sfilata davanti al baldacchino presidenziale, per poi avanzare senza troppo trambusto. Perché tanta compostezza? È per sfiducia di fronte a un ineluttabile destino, o per stanchezza? Gli animi si sono scaldati un po’ solo quando hanno raggiunto il numero 33, e il gesto simbolico della copertura della targa d’ottone del Consolato di Germania a Salonicco con una bandiera greca ha ravvivato il loro vigore. Certamente quell’immagine, ripresa da tutta la stampa presente alla manifestazione, farà il giro delle news.

Ma tra simbolismi e ritmica della storia (quella stessa bandiera greca fu consacrata nel Monastero di Agia Lavra il 25 marzo del 1821 dal Metropolita di Patrasso di Nome Germanos!) il corteo ha poi proseguito tranquillo verso la piazza principale per poi disperdersi nelle stradine del quartiere Ladadika… Oramai l’ora era tarda…

Erre

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