Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Iraq’ Category

garden1

Non si abusa del termine “mistero” quando si parla dei Giardini pensili di Babilonia: furono una delle Sette meraviglie del mondo magnificate da tutti, ma nessuno ha mai detto dove fossero in realtà. O forse uno solo, quel Berosso babilonese che nel III secolo a.C. si peritò di spiegare bene ai greci la sua antica e gloriosa cultura di fronte alla quale i greci erano quasi dei parvenu. Intendeva in particolare sfatare leggende e dicerie greche, come quelle che volevano le varie regine, l’assira Semiramide in testa, costruttrici di tutta la città. Eh no, reagì Berosso: la città che vedete, quella dalle mura immense e i giardini pensili, è tutta opera del grande Nabucco (come dopo Verdi noi, che volgarizziamo ancor più dei greci, chiamiamo il grande Nabucodonosor). Mistero risolto? Non proprio, perché in tutta Babilonia non c’è un luogo dove collocare con certezza quei benedetti giardini. Ci sono solo varie ipotesi più o meno plausibili, ma nessuna convincente. E poi c’è una signora di Oxford, tale Stephanie Dalley, che da oltre vent’anni continua a ripetere che quei giardini non erano a Babilonia bensì a Ninive. (altro…)

Read Full Post »

Ora tocca all’oleodotto: da marzo scorso l’enorme tubo nero attraversa tutto il sito di Babilonia per 1,5 chilometri. Non c’è proprio pace per l’antica città, tormentata da milleni di maledizioni e saccheggi. Cominciarono gli ebrei a bollarla come città maledetta, e la cattiva fama è giunta sino a noi. Così Saddam Hussein non si fece scrupolo di ricostruirla a suo (e per nulla scientifico) piacimento, e durante la guerra gli iracheni la depredarono e gli americani la devastarono ponendo proprio lì una base militare. Pareva che oltre non si potesse andare, che peggio di così non si potesse fare: distruggendo Babilionia gli americani hanno cancellato la memoria di un popolo, come ha osservato anche l’orientalista Paolo Brusasco. Ma l’attuale governo iracheno sta facendo persino peggio, come denunciano ora gli archeologi del paese. Il pericolosissimo oleodotto ha tagliato come una lama il sito della città e d’ora in avanti il pericolo di una fuoriuscita, di inquinamento, di ulteriore scavo e distruzione è sempre in agguato. Ma il petrolio è l’industria principale del paese, e l’oleodotto deve portare petrolio dalle raffinerie alla capitale. Nulla può ostacolare la sua corsa; neppure la già labile memoria di un popolo ferito.

Effe

Read Full Post »

Abbiamo letto tutti, in questi giorni, che le truppe di Assad si sono acquartierate nella cittadella di Palmira e come cecchini sparano a chiunque si aggiri tra le rovine. La città, che finora era stata risparmiata dal conflitto, è ora letteralmente sotto assedio. Chi può, fugge. E il suo destino è sempre più incerto.

Deploriamo unanimi l’azione delle truppe di Assad. Ma vogliamo anche fare un piccolo sforzo di memoria e ricordare, per esempio, che nel 2003 gli “alleati” piazzarono una base militare proprio tra le rovine di Babilonia? Hanno devastato molto più di quanto avesse fatto in tanti anni Saddam Hussein, come denuncia anche di recente l’orientalista Paolo Brusasco in Babilonia. All’origine del mito (Raffaello Cortina, pagine 320, 26 euro). Brusasco traccia un ampia panoramica dell’amaro destino di questa città che, da modello di civiltà, si è trasformata per bocca degli ebrei in esilio nella “madre delle prostitute e degli orrori della terra”. Ma l’ultima devastazione è colpevole di aver cancellato (deliberatamente?) persino il mito, nel bene e nel male. Di aver colpito uno dei principali simboli dell’Iraq moderno, e non solo di Saddam. Di aver piegato un popolo, schiacciando i suoi simboli. E’ vero che, nei momenti più drammatici, è giusto pensare prima alle persone che alle pietre. Ma è anche vero che in realtà le pietre parlano. Non sono mai, in nessun caso, solo belle pietre.

Effe

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: