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Archive for the ‘Pakistan’ Category

Prima è toccato ai mausolei e poi alla porta della moschea di Sidi Yahia. Abbattuti, violati, dissacrati. Questo sta facendo la violenza islamista che da mesi terrorizza Timbuctu. I titoli a più colonne sono solo di questi giorni, ma è da aprile oramai che gli Ansar Dine, touareg un tempo al soldo di Gheddafi e ora diventati goccia del calderone mondiale di Al Qaeda, spadroneggiano in città saccheggiando i bar, depredando i negozi, imponendo il velo alle donne, chiudendo scuole e svuotando banche. Da aprile a Timbuctu è tornato il medioevo e pare che la popolazione sia quasi tutta fuggita. Dunque non erano in molti a disperarsi per l’apertura violenta della sacra porta della moschea di Sidi Yahia che, come tutti sanno, spalanca il passo alle disgrazie. Più disgrazia di così! Una città che è da sempre crocevia di popoli e culture, luogo di incontri e sincretismi culturali, saccheggiata e depredata più volte nei secoli ma mai della sua multiculturalità, oggi ha perduto la sua essenza più vera.

Sta accadendo a Timbuctu quel che è accaduto a suo tempo a Bamiyan, luogo di passaggi e scambi asiatici proprio come Timbuctu in Africa. Finché l’integralismo religioso avrà vita e potere, ogni luogo di passaggio e dunque soggetto a contaminazione culturale e religiosa, sarà a rischio. Oggi però dal “fronte multiculturale” giunge anche una notizia positiva. L’amico Luca Olivieri è tornato finalmente nella valle dello Swat in Pakistan e ha ricominciato a lavorare. Anche lì i Talebani si sono accaniti contro un Buddha gigantesco, ma fortunatamente non sono riusciti a completare l’opera e ne hanno distrutto solo il volto. Ora però, grazie al restauro condotto sotto la direzione di Luca, il buddha di Jahanabad è stato consolidato, per quanto possibile. E’ senza volto ed è un vero peccato perché era tra i pochi buddha sopravvissuti alle violenze musulmane del passato, ma comunque c’è ed è bellissimo. Segno che, benché i Talebani stiano tuttora tentando di insinuarsi nuovamente nella valle, la resistenza non demorde. Un segno di speranza.

Effe

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