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cache-cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_55087d02b29216910a955d11d3f1a2f1Eravamo tutti ieri a Palazzo Altemps per la presentazione del volume Adriano e la(Electa), ma non sapevamo che, oltre a bei discorsi, avremmo anche ammirato immagini di strabilianti novità. Perché l’estate scorsa a Villa Adriana, proprio mentre era in corso la mostra di cui il volume presentato ieri è il contributo specialistico, sono venute alla luce statue che più “greche” non si può.

Copie romane, certo, anzi adrianee, ma di grandi originali greci in bronzo come il Doriforo di Policleto: delle gambe, un busto, e una testa superba, veramente raffinata, con ciocche di capelli elaboratissime, e i denti che s’intravedono tra le labbra socchiuse. Insomma un capolavoro. E poi una statua di Horus, il dio-falco egiziano, alta circa un metro e mezzo e analoga a quella, più piccola, trovata nel santuario degli dei egizi di Maratona (che l’estate scorsa era proprio in mostra), a rimarcare gli aspetti egittizzanti già riscontrati in passato nel medesimo luogo. Romani in tutto e per tutto sono invece un frammento di statua di personaggio con armatura, forse un imperatore, una gamba di tavolo con testa di leone, una base di statua con ariete. Ma sono emersi anche capitelli raffinatissimi, frammenti architettonici ancor più belli, e tanti supporti di statue a indicare che ce n’erano parecchie.

cache-cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_f0a9a395823e0cad0ab071f9352f31a5Lo scavo in questione è quello della cosiddetta Palestra (così denominata nel Cinquecento da Pirro Ligorio), ripreso proprio l’estate scorsa grazie a un finanziamento Arcus di un milione di euro. Già negli anni passati (2005-2007) erano venuti alla luce gli ambienti multiformi di un complesso edilizio molto elaborato: una grande aula cinta da un doppio portico; un cortile porticato; un giardino pensile sostenuto da varie camere a volta; e quell’edificio a colonne preceduto da un’alta scalinata marmorea che al responsabile dello scavo Zaccaria Mari ha subito suggerito un tempio in onore di Iside, vista la sfinge trovata alla sua base, i numerosi decori egittizzanti, e le statue di sacerdoti isiaci rinvenute nello stesso luogo nel Cinquecento. È dunque un complesso del tutto in linea con le altre bellezze della Villa, una costruzione veramente “imperiale” abbellita anche da molte fontane alimentate addirittura da un acquedotto dedicato.

Lo scavo di quest’anno ha portato alla luce altre stanze dell’edificio “isiaco” con bei pavimenti in opus sectile, e poi, negli ambienti a ridosso del giardino pensile, nell’interro di Cinque-Seicento, questa enorme ricchezza di statue e decori. Splendori e meraviglie. Ma i lavori non sono affatto terminati e, come ha rimarca la Soprintendente archeologo per il Lazio Elena Calandra, “potremo aspettarci ulteriori sorprese”.

Lo scavo e le statue da poco scoperte si potranno ammirare il 7 dicembre prossimo in occasione della Giornata nazionale dell’archeologia.

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Il Direttore della Scuola Archeologica Italia di Atene, Professore Emanuele Greco, ci ha inviato un appello disperato che sosteniamo e inoltriamo:

Cari colleghi,

gre_01a_copiaAncora una volta devo rivolgermi a voi (sperando che non sia l’ultima volta) per comunicarvi che la SAIA è nuovamente a rischio di chiusura.

I due tentativi operati in passato (2009 e 2010) ne prevedevano la chiusura in modo esplicito: fu così possibile evitare la catastrofe grazie al provvidenziale intervento del Presidente della Repubblica nel 2009 e del Ministro Galan nel 2010.

Oggi la situazione è cambiata: il procedimento è persino più raffinato. Nessuna chiusura della Scuola, per carità. L’Istituzione deve vivere con un bilancio talmente esiguo che decretarne la morte per legge sarebbe quasi un sollievo.

Alcuni numeri, in breve. Tra il 2001 ed il 2011 il finanziamento è passato da 1 milione di euro a 400.000.   La progressione è stata paurosamente costante. Grazie a qualche aiuto provvidenziale, ma a  carattere  di una tantum , mi è stato possibile, in sintonia con un’oculata gestione del bilancio che ha visto ridurre all’osso l’attività della scuola (sempre meno borse, meno scavi,  meno convegni, qualche pubblicazione come i volumi di Topografia ateniese che però sono stati finanziati da Arcus) siamo riusciti a sopravvivere fino ad oggi.

Ora la situazione è cambiata, perché 1) il finanziamento 2013 sarà di 370.000 euro (per ora…fino all’approvazione della legge di stabilità non si sa mai, potrebbe essere ulteriormente ridotto!)2) per permettere il funzionamento della SAIA nel 2012 è stato necessario ricorrere ai risparmi accumulati negli ultimi anni con la conseguenza che non disponiamo più di quella risorsa. La Scuola che  anche per una vita grama, riducendo tutta la sua attività al pagamento delle spese fisse, ha bisogno di circa 750.000 euro deve invece tirare avanti con la metà di questa cifra.

Con una relazione puntuale e per noi sconfortante inviata  poche settimane fa al Parlamento della Repubblica, la Corte dei Conti ha impietosamente fotografato la lenta agonia della Scuola. Nelle  conclusioni  si sottolinea come  sia peggiorata la situazione  rispetto agli esercizi precedenti per i quali già scriveva: “la Scuola poggia su di una struttura assolutamente modesta ed ha mezzi e risorse talmente esigui, da incidere inevitabilmente sull’attività istituzionale che, secondo quanto emerge dai dati del consuntivo, è del tutto proporzionale alla limitatezza delle risorse disponibili impiegate” .  Nella situazione attuale dove le spese di funzionamento  sono di gran lunga superiori a quelle destinate alle attività istituzionali a causa dei continui tagli la Corte sottolinea che la situazione “.. dovrebbe indurre le competenti Autorità di governo ad un’attenta riflessione circa le prospettive future della Scuola”. E giunge infine alla per noi amarissima conclusione che  “Va, infine, rilevato che la particolare esiguità del contributo ordinario …  nonché la conseguente modesta attività istituzionale conduce a ritenere che, secondo quanto disposto dall’art. 3, comma 2, della legge n. 259/58, la permanenza del controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Ente non trovi più ragione d’essere.”

Cari amici non mi resta che salutarvi con l’augurio di Buone Feste chiedendovi di sostenere la scuola  firmando l’appello che metteremo subito nel sito www.scuoladiatene.it  e nel solito appello on-line che abbiamo già sperimentato in passato.

Emanuele Greco

 

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