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Posts Tagged ‘Cinzia Dal Maso’

51vNHTdx31LSaranno in libreria da domani due nuovi volumi della collana tematica di 24 ore Cultura su Pompei. Sono curati con il consueto garbo dai bravissimi redattori che non smetterò mai di elogiare, e dunque meritano anzitutto perché sono oggetti bellissimi.

Quanto al contenuto, con Fabrizio Pesando abbiamo mantenuto il taglio divulgativo e la volontà di proporre interrogativi e idee poco consueti.

Nel mio breve saggio sull’egittomania a Pompei, per esempio, accenno tra l’altro ad analogie un po’ fuori dagli schemi tra l’antica Iside e la nostra Madonna di Pompei. Se avrete la bontà di leggere, ditemi che ne pensate.

515I079S9oL._Buona lettura!

Pompei. Nel segno di Iside di Cinzia Dal Maso e Pompei. L’arte di abitare di Fabrizio Pesando sono entrambi rilegati, hanno un’infinità di immagini strepitose e costano 22,90 euro.

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logo-scrivistabiae-300x197 Sarà interessante, divertente, sorprendente, strabiliante: è la nostra scuola di scrittura creativa “sul campo” archeologico.

È aperta a tutti, anche a chi vuole passare una settimana diversa e originale tra Pompei, Ercolano e Stabia. E ovviamente a chi vuole cimentarsi con la scrittura, e crede che il passato sia fonte inesauribile di conoscenze e fantasia.

L’ho ideata assieme a Carmen Covito e, inutile dirlo, quella che insegna a scrivere e “creare” è lei. Ma anche, per chi l’avesse scordato, Carmen “sa di greco e di latino” e pure parecchio, conosce bene archeologia e archeologi, e per Pompei & Co. gira ad occhi chiusi, visto che è nata a Castellammare e ha passato la sua infanzia nella scuola-museo di Libero D’Orsi.

Io farò invece il mio mestiere: ragionerò su quanto i nostri modi di guardare al passato ci dicono di noi stessi. E non è poco.

Leggete un po’ qui sotto, e magari anche sul nostro sito http://www.officinascriptoria.it.

Vi ispira? Beh, ci vediamo a Stabia dal 7 settembre!

Cinzia

(altro…)

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2year-199x300 Abbiamo due anni, siamo grandi! Letteralmente: i nostri numeri non scherzano, se si pensa che siamo comunque un blog “di nicchia” che si occupa di temi non generalisti, pubblichiamo solo in italiano (finora, ma presto cambierà) e non ci facciamo pubblicità, ma i nostri contatti vengono solo dalle scelte spontanee della rete. L’ultimo anno è stato un crescendo, e nel mese scorso abbiamo raggiunto quota 15.924 contatti. Niente male, eh? Ovviamente non ci accontentiamo.

Abbiamo però deciso di rivelare chi siamo: il gioco dell’anonimato è durato abbastanza. In realtà non era affatto un gioco ma la volontà di evidenziare il valore del gruppo, della comunità; di far capire che il gruppo vale più del singolo blogger e che l’unione fa la forza. L’intenzione è ancora oggi più viva che mai. È stato facile però, per amici o anche semplici conoscenti, scoprire chi sono veramente i Filelleni. Mentre non è stato facile spiegare il significato di “gruppo” a chi ha contribuito al blog con qualche scritto, ma avrebbe voluto almeno leggere la propria firma.

DSCN0913La ragione più vera del nostro “coming out” è però un’altra. Un blog è fatto di informazione ma anche di riflessioni e commenti. È scelta continua di trattare un argomento e trascurarne un altro. Anche se evitiamo accuratamente di far trasparire dal blog le nostre vite, è inevitabile che la scelta stessa degli argomenti sia indirizzata dai nostri interessi ed esperienze di vita. Così Cinzia Dal Maso (effe) è più attenta a quel che accade nel mondo, Simone Foresta (il bagigio) a questioni di iconologia, Maria Chiara Monaco (elle) a quanto accade in Grecia, oltre che nell’università italiana. Quando inoltre riflettiamo su quanto accade, o esprimiamo un parere forte, non vorremmo che la scelta dello pseudonimo venga male interpretata come volontà di lanciare il sasso ritirando la mano. Su tutto quel che scriviamo noi mettiamo la firma. Che è la firma di Filelleni, anzitutto, e poi delle diverse anime che lo compongono.

Oggi queste anime rivelano a tutti il loro volto.

Cinzia Dal Maso               Simone Foresta               Maria Chiara Monaco

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Sono belli, belli davvero. Guardateli e stupite. È raro al giorno d’oggi vedere libri così ben curati e non di lusso, ma alla portata di tutti. È raro trovare professionisti così bravi come i redattori di 24 ore Cultura. Sono una specie in via di estinzione come i panda. Io ho la fortuna di lavorare con loro e sono felice. Per questo faccio una deroga alla mia regola ferrea di non parlare troppo, nel blog, di quel che faccio. Chi si loda si sbroda, come si suol dire. Ma ora desidero lodare a gran voce chi ha fatto i libri assieme a me. Desidero lodare la squadra perché lo merita. Tutti bravi nel promuovere l’idea come nella cura dei particolari, dall’attenzione per la composizione del testo alla scelta delle immagini, dalla grafica preziosa alla non facile (e rara oggidì) armonia tra testo e immagini, dalla bella carta alla stampa raffinata.

Sono libri che raccontano Pompei per temi: la storia urbanistica ed edilizia, la vita nelle case, l’amore, gli dei della città, l’egittomania. Sono libri per tutti, informativi innanzitutto, ma con un taglio sempre originale. Spiegano e raccontano storie, ma aiutano anche a ragionare su quel che si vede tra le mura e le strade della città. Propongono interrogativi e idee come, a mio avviso, ogni racconto sull’antico dovrebbe fare. Li scrive con me Fabrizio Pesando che è archeologo vero e pompeianologo illustre. Io, ovviamente, molto meno.

Sono appena usciti i primi due libri della serie: Pompei. Le età di Pompei di Fabrizio Pesando, e Pompei. L’arte di amare di Cinzia Dal Maso. Costano 22,90 euro, un prezzo giusto.

Per chi vorrà, buona lettura!

Effe

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