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Posts Tagged ‘Colosseo’

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Area archeologica centrale di Roma, ecco in sintesi le risoluzioni della Commissione congiunta Stato-Comune, rese note ieri:

  • via dei Fori imperiali resta lì dov’è e diventa un’area pedonale, con una sola corsia di transito per i mezzi pubblici;
  • si torna a passeggiare liberamente al Foro romano, ripristinando una sacrosanta e illuminata decisione di Adriano La Regina;
  • accesso al Palatino anche da via dei Cerchi, trasformando l’area adiacente in hub d’accesso per i grandi gruppi turistici;
  • ripristino dell’arena del Colosseo (proposta Manacorda) e del collegamento con il Ludus Magnus.

Ora che persino gli esperti hanno detto chiaro e tondo, senza se e senza ma, cos’è meglio per la città, signor Ministro e signor Sindaco, cosa aspettate? Fate!

Con una preghiera per il Ministro: nel suo comunicato, un’altra volta, sia preciso. Nel titolo ha parlato di Fori imperiali per indicare tutta l’Area archeologica centrale, come pars pro toto, immagino. Ma perché citare ciò che non è neppure di sua pertinenza? È autogol bello e buono, signor Ministro, e l’ennesimo se mi posso permettere. Nel 2015, la prego, un buon proposito: fare più attenzione!

Ancora auguri di Buon Anno a tutti!

I Fillelleni

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Eh sì, gli editori dicono che non leggiamo più libri, non li compriamo più. Però se i libri sono introvabili, per forza non li compriamo!

Parliamo di due libri dell’editore Electa: il catalogo della mostra La biblioteca infinita, attualmente al Colosseo, e la guida alla mostra Adriano e la Grecia a Villa Adriana (il catalogo vero ancora non c’è). Un’amica li vorrebbe acquistare ma non si trovano online (e già questa è grossa). È a Roma di passaggio, ha solo un’ora tra un treno e l’altro, e pensa di andare a Palazzo Massimo o al Museo delle Terme: “lì li trovo di sicuro”, pensa. Illusa. “Li abbiamo chiesti più volte all’editore, ma non ce li danno”, dicono ai bookshop. Segno che la mia amica non è la prima, ma che molti hanno visto una delle due mostre senza acquistare in loco il catalogo, e poi hanno pensato che vorrebbero averlo. Oppure hanno pensato di acquistarli direttamente a Palazzo Massimo prima di partire, in modo da non portare pesi. Insomma ci possono essere infiniti motivi per cui i bookshop del Museo Nazionale Romano non l’ultimo museo sulla faccia della terra – nelle sue sedi più frequentate che stanno proprio di fronte a Termini, dovrebbero vendere i cataloghi delle mostre in corso in città. Nossignore si vendono solo ed esclusivamente nella stessa mostra. Ma siete matti?

Villa Adriana è lontana da Roma ed è già un miracolo che un turista arrivi fin laggiù: per un libro no che non ci torna! E il Colosseo? Il povero turista dovrebbe, nell’ordine: rifare ore di coda sotto il sole, pagare un biglietto più che salato, farsi largo tra le orde che invadono d’estate il Colosseo, e dunque affannarsi e sudare per un paio d’ore e forse più, solo per acquistare il catalogo? Non lo farà mai! Non stiamo parlando di marziani, di concorrenza o che, ma di mostre realizzate tutte dallo stesso editore, che ne ha pubblicato tutti i cataloghi e ne gestisce tutti i bookshop. Anche se non vendesse nemmeno un catalogo, la sua sola presenza nei bookshop sarebbe una forma di pubblicità a costo zero. Perché rinunciarvi? Beh, l’amica con un’ora sola di tempo aveva anche una terza richiesta: il catalogo de La gloria dei vinti, mostra in corso a Palazzo Altemps che sta vicino a piazza Navona, ma fa comunque parte del medesimo Museo Nazionale Romano. Quello almeno c’era: ci mancherebbe!

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Charlemagne-Image-300x216Sfidare turisticamente il Colosseo a Roma, è dura. È lotta di Davide contro Golia. Ma a quel tempo fu Davide a vincere, come sappiamo; e in fondo qui non si tratta di superare i 6 milioni di visitatori l’anno dell’arena più famosa del mondo, ma di affollare anche altri luoghi della città. Luoghi sconosciuti ai più, citati a malapena dalle guide turistiche generaliste, ma che messi assieme sono spettacolari, e soprattutto raccontano storie romane di un fascino tale, che al confronto i gladiatori impallidiscono.

È così per Carlomagno e le testimonianze carolingie in città: sapevate che in nessun altro luogo al mondo si trovano così tante vestigia dell’epoca come a Roma? Che a Roma si può letteralmente camminare sulle orme di Carlomagno percorrendo le sue stesse strade? Ammirare quel che lui vide o fece costruire, finanziando un programma di rinascita della città veramente “imperiale”? Dalla Crypta Balbi a San Pietro, dalle nobili case e le chiese nei fori alla chiesa dei Santi Quattro Coronati, da Santa Maria in Cosmedin a Santa Prassede a Santa Susanna, per finire con il grande palazzo al Laterano. C’è persino, al foro, l’unica strada di epoca carolingia oggi visibile. Non è meraviglioso tutto ciò? Non potrebbe attirare il nutritissimo gruppo di appassionati di Medioevo, e non solo? Ovviamente c’è già in città chi fa visite guidate sul tema, ma è un manipolo sparuto. Mentre nelle intenzioni di Richard Hodges, presidente di The American University of Rome (ma in passato anche direttore della British School romana), Carlomagno potrebbe diventare un vero asset per Roma e trascinare le folle. Perché no? (altro…)

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L’inizio d’agosto è col botto, non c’è che dire. Eravamo abituati, negli anni passati, a bassi colpi di mano agostani che approfittavano delle menti sonnolenti ai monti e al mare per volerle buggerare. Quest’anno invece si cambia musica, o almeno così pare. Certo, non abbiamo concluso bene il mese di luglio tra la follia della nave da crociera Carnival Sunshine arrivata a soli 20 metri da Riva Sette Martiri in Bacino San Marco a Venezia (il 27 luglio), e l’imbarazzante bagarre pompeiana per lo spettacolo di Alessandro Siani (26 luglio), annullato perché gli spettatori paganti si sono trovati tutti i posti occupati da infiltrati. Non abbiamo fatto una bella figura col mondo. E neppure il tira e molla al Colosseo ci ha fatto onore, col Consiglio di Stato che il 31 luglio ha rigettato il ricorso del Codacons ma ha rimandato a dopo l’estate quello dell’impresa Lucci, seconda classificata nella gara d’appalto. Come a dire: in Italia non puoi mai fare nulla, perché c’è sempre qualcuno che ti mette i bastoni fra le ruote, e pare che faccia apposta per tirare tutto all’infinito.

Però il 2 agosto, avete letto il Decreto legge Valore cultura? Ma dico, avete avuto la bontà di cullarvelo un po’ fra le mani? Con un colpo di bacchetta magica, il Decreto intasca tutti gli introiti dei musei per gestirli in autonomia, senza doverli cedere alle Finanze per mendicare poi a fatica qualche briciola. (altro…)

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Domani i ministri Bray e Trigilia andranno in visita congiunta a Pompei. Sarà l’ennesimo giro di giostra ma non lamentiamoci troppo, visto che fino a ieri i ministri non facevano neppure quello. E comunque, dei grandi lavori da realizzare a Pompei con i 105 milioni di fondi europei, qualcosa è partito e son partite nuove gare. In aggiunta, ovviamente, agli altri lavori più o meno ordinari che la Soprintendenza comunque fa. Insomma qualcosa si muove, con ritardi e lentezze infiniti ma si muove. Bacchettare è doveroso, tenere l’attenzione alta e stare col fiato sul collo a chi di dovere anche, ma troppi allarmismi rischiano di diventare controproducenti. Cerchiamo di riconoscere ogni tanto anche quel che si fa.

Il ministro Bray ha mandato qualche giorno fa il suo segretario generale a Reggio Calabria, dove finalmente sono stati sbloccati i fondi messi a disposizione dalla regione per il nuovo allestimento del Museo della Magna Grecia. E si è impegnato personalmente ad aprire la sala dei Bronzi di Riace nel nuovo museo entro il 31 gennaio 2014, e l’intero museo entro la primavera prossima.

Nel frattempo sono partiti finanziamenti per fronteggiare situazioni di emergenza, (altro…)

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Per vederla, bisogna andare a Sidney al Nicholson Museum, ma forse ne vale la pena. L’autore, Ryan McNaught “TheBrickMan“, è lo stesso che l’anno scorso ha esibito il suo Colosseo e si sta preparando, per l’anno prossimo, a stupirci con Pompei. Ma quest’Acropoli è veramente strepitosa, a giudicare dalla photo gallery apparsa sul sito del Sidney Morning Herald. McNaught ha lavorato per circa 300 ore usando 120.000 mattoncini. “E’ il modello più vicino alla realtà che potessi fare”, ha affermato. Ci sono tutti i monumenti che conosciamo, sia sulla spianata che sulle sue pendici, ma c’è anche molta storia dell’Acropoli, reale e forse un po’ inventata: c’è una rappresentazione dell’Edipo Re e c’è Lord Elgin che si piglia i marmi del Partenone, c’è Teseo che combatte il Minotauro e Sigmund Freud nella sua famosa visita del 1904. C’è persino Elton John che suona nell’Odeion di Erode Attico. “Vogliamo spingere generazioni di bambini a capire il mondo antico”, ha dichiarato al Brisbane Times il curatore del museo Michael Turner. “Grazie a Lego, persone che normalmente non avrebbero mai visitato un museo di antichità vengono ora ad ammirare le culture antiche. Entrano per il Lego ma escono dopo aver visto anche le mummie egizie, gli elmi dei guerrieri, le immagini di Eracle e altri eroi greci sulle ceramiche”. Infatti l’anno scorso più di 90.000 persone hanno visto il Colosseo di Lego, 25.000 in più dei visitatori dell’anno precedente. Come dargli torto?

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La 37° riunione annuale dell’ UNESCO (Phom Penh, Cambogia, 18-27 giugno) si è rivelata un altro successofig. 4 per il nostro Paese che, in assoluto, ha il più alto numero di siti (49 su 961) inseriti nella lista «patrimonio dell’Umanità». Le new entries sono: l’Etna e le ville medicee (12 ville e due giardini); inoltre l’archivio LUCE è ora parte dell’archivio della memoria del mondo. Ma non fa in tempo a calare il sipario sul meeting che scoppia la bomba…

L’altolà è lanciato dallo stesso organismo internazionale al nostro Paese affinché prenda provvedimenti sulle condizioni di Pompei. In una relazione stilata già a gennaio, a seguito di un sopralluogo, si chiede al Governo italiano di adottare, entro il 31 dicembre 2013, idonee misure contro il degrado del sito; l’UNESCO si riserva di esprimere le sue valutazioni entro il 1 febbraio 2014 e di rinviare ogni successiva decisione al Comitato (altro…)

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Prima tegola

“A causa dell’assemblea sindacale del personale di custodia il monumento resterà chiuso fino alle ore 12,30”. Così, secco, recita il cartello sulle cancellate chiuse. E’ una calda mattina del 20 giugno quando il Colosseo resta chiuso per assemblea sindacale indetta dal personale di custodia. Centinaia di turisti, sconsolati fig. 1prima, arrabbiati poi, attendono per ore sotto il sole cocente. Stessa sorte tocca a Palazzo Massimo ed alle Terme di Diocleziano e di Caracalla. Figuraccia mondiale, come se ne avessimo bisogno…

Le assemblee -in realtà uno stato di agitazione mascherato e non dichiarato che rischiano il “cartellino giallo” o “rosso” dalla Commissione di Garanzia- proseguono. Il 23 giugno è stata una sola sigla sindacale, la FLP (Federazione Lavoratori Pubblici), a replicare, per un paio di ore, la chiusura dell’anfiteatro Flavio.

Le richieste sono i mancati pagamenti del salario (da ottobre 2012 il personale addetto alla custodia non riceve (altro…)

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