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Posts Tagged ‘Ignazio Marino’

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Se Ignazio Marino ce la dovesse fare davvero, lo eleggeremmo miglior sindaco di Roma. In assoluto e nonostante tutto. Lui assieme al suo neoassessore ai Lavori pubblici Maurizio Pucci.

Parlo dell’idea, lanciata ieri, di vendere i sanpietrini e stendere asfalto – fresco, bello, senza buche – sulle vie della città. Se Marino la realizzasse davvero, la città tutta gliene sarebbe grata. Anche quelli che ora gridano allo scandalo, all’affronto alla tradizione, alla volgarità dell’asfalto che soppianterebbe la bellezza del sanpietrino. Anche loro cederanno, di fronte alla possibilità di circolare finalmente per strade che non maciullano gli ammortizzatori e mettono costantemente a rischio la vita dei viandanti. Oggi il sanpietrino viene mediamente posato male, si altera si sposta ed è un vero pericolo per chi ci passa sopra in auto o in moto. Era perfetto per carretti e carrozze, ma non lo è per bus e camion. Suvvia!

Altra cosa sono invece le aree pedonali dove i sanpietrini stanno benissimo. Perché allora non aumentiamo il numero di quelle aree? Perché non concediamo ai romani di passeggiare in santa pace e senza il costante timore di essere travolti, visto che i marciapiedi romani sono pochi e, quando ci sono, sono impraticabili? Chi passeggia si gode davvero i sanpietrini, mentre chi va in auto o in moto li maledice e basta. La soluzione perciò è semplice: sanpietrini e pedoni di qua, asfalto e auto di là. Vere aree pedonali e vere vie di alto scorrimento. Una città civile, insomma.

Santo Marino pensaci tu.

Con in migliori auguri filelleni per un Felicissimo 2015!

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Forse proprio “biondo” no, ma da oggi il Tevere sarà sicuramente più pulito. Se è difficile far tornare le sue acque alla bellezza antica, si possono però tenere pulite e decorose le sue rive. In particolare le rive “romane” del fiume, quando attraversa l’urbe stretto tra gli alti muraglioni ottocenteschi. Quelle rive che l’associazione Tevereterno sogna di trasformare in una grande piazza, una nuova piazza fluviale dove passeggiare e ammirare l’arte. Anche il sudafricano William Kentridge è stato coinvolto nel progetto e l’anno prossimo rivelerà la sua mega-installazione per il Tevere. Nel frattempo, però, non possiamo continuare a vederlo così: trascurato, malandato, sudicio, negletto, regno del degrado nel cuore della città. Proprio lì dove qualche decennio fa si facevano i bagni e le feste: oggi sicuramente non faremo più i bagni, ma le feste, perché no? “Basta poco per far tornare i romani al fiume: bastano manutenzione e programmazione”, dice il direttore di Tevereterno Tom Rankin citando l’urbanista William Whyte. Beh, la programmazione c’è dal 2005 quando l’americana Kristin Jones ha popolato i muraglioni di tante lupe giganti. La manutenzione ordinaria invece non c’è, o c’è troppo poco, e dunque tocca fare da sè: oggi Tevereterno e Retake Roma hanno coinvolto centinaia di volontari con guanti e scarponi, e hanno pulito le rive. Non è la prima volta che lo fanno e non sarà l’ultima, ma oggi hanno voluto mettere i guantoni anche al sindaco Marino e all’ambasciatore americano Phillips. Forse da oggi il Tevere qualche attenzione in più l’avrà, grazie soprattutto agli americani che amano Roma. Chi vi è nato, invece, pare amarla molto meno.

Nota della sera. Oggi in realtà il sindaco di Roma non era in riva al Tevere, ha disdetto all’ultimo minuto mettendo in imbarazzo l’ambasciatore americano. E sempre oggi, nell’attesa della finale di Coppa Italia, tifosi del Napoli sono stati feriti, si dice da un gruppo di ultra romanisti. Oggi Roma non ha dato il meglio di sé.

 

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Venerdì la sala era stracolma: siamo accorsi in molti per ascoltare Giovanni Caudo, assessore all’urbanistica del Comune di Roma, che riproponeva la questione del destino del cuore della città dopo decenni di oblio o atti inconcludenti. E l’assessore non ci ha delusi. Ha detto di voler produrre al più presto un progetto di ampio respiro, perché interventi puntuali rischiano di sfilacciarsi, mentre un progetto preciso impone a tutti impegno via dei fori imperialiper la sua riuscita. In un’Italia che non programma più quasi nulla e vive alla giornata, sono parse parole strabilianti. Il progetto ha una motivazione forte: “oggi Roma è circondata da outlet – ha detto Caudo – e la gente non viene più a passeggiare in centro ma va all’outlet. C’è chi ha visto in vita sua solo i timpani e le colonne dell’outlet. Bisogna riportare la gente in centro ad ammirare le colonne vere”. Si richiama dunque esplicitamente all’idea del sindaco Petroselli, che identificava nel Progetto Fori il modo più efficace di accorciare le distanze tra centro e periferie e tra i tempi della storia, e dunque di costruire una città vera. Parlava di “riappropriazione popolare della romanità”, come ha puntualizzato Vezio De Lucia, presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli che ha organizzato l’incontro. Ma l’assessore ha ribadito più volte che la sua non vuole essere un’operazione nostalgica bensì ancorata nella città contemporanea: l’esigenza di riformare la città è oggi ancor più urgente di allora, e mentre a suo tempo si propose la realizzazione di un grande parco archeologico, oggi l’assessore ribadisce come quell’area sia parte integrante della città attuale e debba quindi essere liberamente percorsa da tutti, ancorché solo a piedi o in bicicletta. “Dev’essere un’area da vivere nel quotidiano”, ha ribadito più volte. Un luogo dove la gente possa transitare ammirando l’antico, così come aveva immaginato anni fa Adriano La Regina, aprendo la via Sacra al passeggio pubblico. (altro…)

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Atene: l’Acropoli; Roma: i Fori Imperiali … Hanno qualcosa in comune queste due città con i loro monumenti simbolo? Sì, molto. Ed ancora di più, ci auguriamo, dopo il promesso ed atteso annuncio del neo-sindaco Ignazio Marino: dal 15 agosto l’area dei Fori Imperiali sarà pedonalizzata. Di frequente siamo intervenuti su questo argomento. Non abbiamo alcuna intenzione di tornare sul già scritto, né  di riproporre la lunga e tormentata storia del progetto e delle sue FIG 1trasformazioni, da Ernesto Nathan a Antonio Cederna, da  Luigi Petroselli a Francesco Rutelli, fino alle recentissime battaglie intraprese da Legambiente. Acqua passata a questo punto. Ora un progetto -minimale quanto volete- c’è.  Sarà chiuso il tratto dell’asse dei Fori Imperiali compreso tra via Cavour, Largo Corrado Ricci e il Colosseo: qui passeranno solo mezzi pubblici. Il traffico privato sarà dirottato  sul percorso via degli Annibaldi/ Nicola Salvi/ Labicana. Una porzione del quartiere Monti sarà così compresa all’interno della ZTL. Come evidente, si provvederà a fluidificare il passaggio delle auto (altro…)

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134044768-9a5515e4-e169-4a54-a739-56a3689430a2Sono cominciati ieri i lavori per la realizzazione della stazione Colosseo della Metro C di Roma. È cominciato ieri quel dramma che tormenterà romani e turisti per una decina d’anni e forse più. Perché il Comune ha scelto di non prendere provvedimenti e si è limitato a incanalare il traffico su via dei Fori Imperiali col risultato che, da ora e per gli anni a venire, sarà più congestionata, inquinata e invivibile che pria. Il cuore di Roma caput mundi sarà deturpato, avvilito, sfregiato come mai è accaduto finora. (altro…)

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