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Posts Tagged ‘Le Ragazze di Pompei’

Processo di Giusta COPChi ricorda la storia di Giusta? E’ nota grazie ad alcune tabulae ceratae trovate nella Casa del bicentenario a Ercolano. Giusta è figlia di Petronia Vitale, e dice di essere nata libera quando la madre era già stata affrancata dal padrone Caio Petronio Stefano. Madre e padrone però sono oramai defunti, mancano documenti che provino l’ingenuitas di Giusta, e la moglie di Petronio Stefano, Calatoria Temide, sostiene invece che Giusta è nata quando la madre era ancora schiava in casa sua. E’ tutta una questione di soldi perché pare che Petronia Vitale, col tempo, abbia raccimolato un bel po’ di beni e denari: se Giusta fosse nata schiava, Calatoria Temidene sarebbe l’erede. Ma per Giusta è anche e soprattutto una questione di dignità, di non essere obbligata a nessuna forma di obsequium verso la presunta antica padrona. Le tabulae raccolgono testimonianze di diversi testimoni ma non dicono nulla sull’esito del processo, discusso addirittura a Roma.

Chi ricorda la filosofa Vibia Tirrena, protagonista delle scoppiettanti Ragazze di Pompei di Carmen Covito? Il Processo di Giusta è la sua nuova prova, il nuovo problema da risolvere, ed è anche un nuovo regalo di Carmen per chi ama il suo scrivere d’antico. E’ un racconto breve ma tessuto con la consueta ironia, la profonda (ma mai esibita) conoscenza dei luoghi e della storia, i pungenti rimandi al presente. Le Ragazze sono sicuramente più sorprendenti e divertenti, mentre in Giusta la storia procede più lineare e forse quasi scontata, ma il colpo di scena comunque non manca. Insomma leggetela, sotto l’ombrellone in traghetto o in poltrona. E buttatevi a pesce anche sulle Ragazze, se non l’avete ancora fatto. Merita davvero.

Barbera editore, pagine 96, euro 9,90

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Si presenta come un Satyricon al femminile, ma è molto di più. Si è parlato di Sex and the City dell’antichità ma non c’è proprio paragone. Le Ragazze di Pompei di Carmen Covito non annoiano come le moderne comari d’oltreoceano. E sono infinitamente più ironiche, argute e divertenti. Sono sfacciate e indipendenti ma comunque attente alle convenzioni dell’epoca. Sanno intrecciare con disinvoltura la propria storia con la grande storia degli imperatori e della letteratura. E l’ironia non è solo verso se stesse e il proprio mondo. Lo sguardo pungente di Covito colpisce anche noi moderni che guardiamo all’antico, smascherando i nostri inutili riti e le nostre idee preconcette.

Per chi non lo sapesse: Covito non è una parvenu dell’archeologia. È nata a Castellammare di Stabia ed è cresciuta a pane e scavi nella scuola-museo di Libero D’Orsi. Conosce le terre vesuviane come le proprie tasche. Le Ragazze di Pompei è una lettura leggera e divertente ma storicamente impeccabile. E lo sguardo pungente sa bene dove colpire.

Barbera Editore, pagine 144, euro 13.

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