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Posts Tagged ‘Mausoleo di Augusto’

19Roma festeggia il bimillenario di Augusto, ma il Mausoleo resta chiuso“. Questo il titolo di un’Ansa di ieri, seguita oggi a ruota dal Giornale. Pare quasi un autogol del ministro Franceschini, visto che gli articoli sono usciti a seguito della conferenza stampa per presentare le molte iniziative statali in occasione del bimillenario dalla morte dell’imperatore Augusto. Ce l’ha messa tutta la soprintendente Mariarosaria Barbera, alla conferenza, a spiegare che il Mausoleo è di pertinenza comunale, e dunque la domanda non doveva essere rivolta a lei ma al sindaco Marino. Ma purtroppo noi gente comune fatichiamo a capire perché ci viene sbandierata una conferenza sul “Bimillenario Augusteo” dove non si parla neppure del Mausoleo. Fatichiamo a credere che, dopo decenni passati a mettere in piedi costosissimi “comitati per le celebrazioni” di pinco pallini qualsiasi, ora l’Italia non abbia avuto il tempo di pensare a colui che, di fatto, l’Italia ha creato e l’ha resa padrona del mondo.

Così ora le iniziative non mancano, ma manca un coordinamento, una cabina di regia che tutto unisca nel nome di Augusto, che spinga il mondo intero a venire quest’anno in Italia, e in particolare a Roma, per ammirare la Roma di Augusto. La città che egli ricevette di mattoni e lasciò di marmo. Dovremmo essere sommersi – adesso e non in autunno – da gente che segue itinerari augustei in lungo e in largo per la città. E invece non c’è nulla neppure un volantino. E poi parliamo di voler incentivare il turismo… (altro…)

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I fatti parlano da soli: nel 2014 cadrà il bimillenario dalla morte dell’imperatore Augusto e il suo Mausoleo, quell’edificio enorme che l’imperatore costruì per ospitare il sonno eterno proprio e dei propri familiari, sarà inagibile com’è da anni. Solo pochi giorni fa il decreto Valore Cultura ha destinato al recupero del Mausoleo due dei dodici milioni di euro necessari al suo recupero e apertura al pubblico così, nella migliore delle ipotesi, l’anno prossimo il Mausoleo sarà un gran cantiere. Eppure qualcuno ci aveva pensato per tempo, ben prima degli inutili proclami di Francesco Giro quand’era sottosegretario ai Beni culturali. Eugenio La Rocca nel 2008, quando lasciò l’incarico di Sovraintendente del Comune di Roma, lasciò anche un progetto per il Mausoleo e dieci milioni di euro per metterlo in opera. Così mi disse martedì scorso, mentre mi illustrava gli splendidi capolavori da lui riuniti per la mostra su Augusto alle Scuderie del Quirinale. Disse anche che ne avrebbe parlato col presidente Napolitano: era determinato e credo che l’abbia fatto. Comunque quel giorno stesso, poco dopo aver disquisito di Augusto e del suo Mausoleo, ho letto su Repubblica il lamento di Paolo Rumiz per l’impreparazione dell’Italia alle celebrazioni sul centenario della Grande Guerra. C’è una commissione che fa progetti ma senza soldi per realizzarli, mentre alcuni tra i luoghi più combattuti in quella guerra, molti memoriali e cimiteri di guerra, sono abbandonati o trascurati. (altro…)

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Roma fa schifo è un benemerito blog che sbatte in faccia al mondo intero i miliardi di cose che non vanno nella splendida e svilita capitale d’Italia. Ma da un po’ di tempo è in buona compagnia perché nessuno ce la fa più. A Roma non funziona più nulla, tutto è abbandonato in balia del selvaggio, che quando va bene è un parcheggio e quando va male è monnezza puzzolente. I cassonetti sono sommersi da montagne di rifiuti che, lasciati liberi, vagano per le vie. Tutti i quotidiani cittadini stanno levando alta la voce sempre più. Non solo Repubblica che ha accolto lo sfogo di Carlo Verdone dichiarando guerra aperta al sindaco Alemanno. Anche gli altri, tutti. Il Messaggero denuncia l’abbandono del Celio, che potrebbe essere il “giardino buono” del cuore di Roma e invece di giorno è parcheggio per autobus e di notte il regno dei clochard. Il Corriere continua a seguire i centurioni che, sfrattati dal Colosseo, invadono ora tutto il centro della città. Giusto per limitarci agli ultimi giorni. Rasentano però la follia le foto pubblicate oggi da Repubblica: via dei Fori Imperiali, nel tratto sotto il tempio di Venere e Roma, è una discarica a cielo aperto. Ma si può? Oggi abbiamo voluto anche noi unirci al coro dei romani, così come ieri ci siamo uniti a quello dei veneziani. Quel che è troppo è troppo. (altro…)

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Dove sta lo scandalo? Sul Corriere di ieri, Lilli Garrone mostrava con orrore i panni che donne rumene stendono ad asciugare sulla recinzione del Mausoleo d’Augusto. Parlava come al solito di “degrado”, a due passi dall’Ara Pacis di Meier e dalle boutique dell’alta moda cittadina. Non ci si dovrebbe chiedere, invece, perché mai le signore in questione si sono sentite autorizzate a stendere i panni? Perché quella benedetta piazza e quel mausoleo non possono tornare a vivere, benché nefastamente memori del nostro deprecato ventennio? Prima è stata rifatta la teca dell’Ara Pacis senza pensare al mausoleo e alla piazza. Poi il progetto di risistemazione della piazza si è dovuto per forza adeguare alla teca, che già di per sé è folle, ma passi. Però adesso i lavori sono in corso (a singhiozzo) da anni, e da anni c’è la recinzione con le orride plastichine arancioni. Dove si è appeso di tutto, persino delle fantomatiche opere d’arte per attirare l’attenzione sull’abbandono e la sporcizia che regnano oltre il recinto. Insomma, quel Mausoleo di Augusto è un vero e proprio immondizzaio, quello sì scandaloso anzi scandalosissimo. E’ l’abbandono più totale proprio di fronte all’Ara Pacis e a due passi dall’alta moda capitolina. Se qualcuno ci appende i panni, è perché lo percepisce come terra di nessuno. Luogo occupabile da chi un proprio luogo non ce l’ha e si ritaglia spazi abusivi nei margini degradati delle città. Brave le rumene che si sono trovate il proprio “margine degradato” nel cuore del tridente capitolino. Che godono di un angolo d’intimità al cospetto della bellezza. Finché possono, finché ci sono recinzione e plastichine arancioni, lo fanno. E chi non lo farebbe! Se continua così, poi, saranno forse le sole a festeggiare nel 2014 il loro “vicino di casa” Augusto. Le uniche a poter godere del sepolcro di chi vi fu deposto giusto duemila anni fa. Alla Soprintendenza archeologica di Roma sono già giunte richieste di prestiti dalla Francia, per mostre e manifestazioni in onore di Augusto. In Italia invece, e a Roma in particolare, nessuno pensa alla figuraccia che faremo nel 2014, coi fari del mondo intero puntati sul Mausoleo-immondizzaio. Altro che Pompei! Quella era una cittadina di provincia, mentre qui stiamo parlando del fondatore dell’impero. Abbandonato e ignorato molto più della cittadina di provincia.

Effe

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