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Posts Tagged ‘MiBac’

mibacChi ha letto l’articolo di Fabrizio Gatti sull’Espresso di oggi? Tesori sprecati. Scandalosi fori imperiali. Peccato che, a parte un accenno fugace al Foro di Cesare, si parli esclusivamente di Palatino e Foro romano. Quale sia la differenza, sicuramente Fabrizio Gatti non lo sa e non si è preoccupato di capirlo, e neppure i redattori del giornale che hanno impaginato e verificato l’articolo. Ovviamente la denuncia ci sta tutta, specie quella sui fantastiliardi spesi l’anno scorso per colmare il Palatino di fiori che sono oramai appassiti lasciando il colle in pericolosa rovina, e quella sui cantieri che non finiscono mai traformando la visita a Foro e Palatino in una corsa a ostacoli (“la Salerno-Reggio Calabria della cultura“). Benemerita è anche la denuncia sul penoso stato dei pochi servizi igienici, delle poche fontanelle e l’assenza di un bar (che costringe i visitatori ad andarsene o accorciare la visita, se non vogliono morire di fame e di sete).

Poi il discorso si allarga a un ampio quadro sullo stato del Ministero, dicendo: se questa è l’area più visitata d’Italia, figuriamoci le altre! Ragionamento azzeccato pure questo, ma il ritratto del Ministero si perde tra una miriade di dati e numeri precisissimi e aneddoti ancor più precisi ancorché triti e ritriti, ma a nostro avviso con poco costrutto. Finisce pure a Pompei perché ovviamente Pompei non può mancare, e accusa la riforma della gestione pompeiana annunciata dal decreto Valore Cultura ancor prima di vederla messa in pratica. Senza osservare che quel decreto non si occupa solo di Pompei ma dell’intera politica culturale italiana, e mira proprio a porre un primo rimedio a molti degli sprechi, le storture e malgestioni dall’articolo denunciate.

Ok abbiamo capito: ora i beni culturali vanno di moda, si dice che dovrebbero diventare il motore della nostra economia, e tutti si lanciano a capofitto sulle orme di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo che alla moda hanno cominciato a credere già qualche anno fa. Però, per favore, informatevi meglio o lasciatevi consigliare meglio. Collaborate con chi conosce questo mondo da sempre. Così voi eviterete qualche gaffe e accusa di cattivo giornalismo, e avrete fatto un servizio vero al paese. Così, invece, è quasi solo danno.

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isIl Ministero per i beni culturali ha ulteriormente ridotto il numero delle sue auto blu: dal primo agosto ne ha solo quattro, e i sette autisti rimasti inattivi saranno “dedicati ad altri incarichi”, come fa sapere un comunicato dello stesso Ministero. Bello, no? Merita segnalarlo.

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Prima tegola

“A causa dell’assemblea sindacale del personale di custodia il monumento resterà chiuso fino alle ore 12,30”. Così, secco, recita il cartello sulle cancellate chiuse. E’ una calda mattina del 20 giugno quando il Colosseo resta chiuso per assemblea sindacale indetta dal personale di custodia. Centinaia di turisti, sconsolati fig. 1prima, arrabbiati poi, attendono per ore sotto il sole cocente. Stessa sorte tocca a Palazzo Massimo ed alle Terme di Diocleziano e di Caracalla. Figuraccia mondiale, come se ne avessimo bisogno…

Le assemblee -in realtà uno stato di agitazione mascherato e non dichiarato che rischiano il “cartellino giallo” o “rosso” dalla Commissione di Garanzia- proseguono. Il 23 giugno è stata una sola sigla sindacale, la FLP (Federazione Lavoratori Pubblici), a replicare, per un paio di ore, la chiusura dell’anfiteatro Flavio.

Le richieste sono i mancati pagamenti del salario (da ottobre 2012 il personale addetto alla custodia non riceve (altro…)

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Partiamo dal decreto del “Fare”. I beni culturali compaiono agli articoli 39 e 40 del testo. Ci si occupa del silenzio-assenso riducendo i termini da 90 a 45 giorni, del riequilibrio finanziario dello stato di previsione della spesa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma non si avanza la richiesta di un solo euro in più. E fig. 1questo nonostante che, come tutti sanno e come tutti ripetono come un mantra -o se preferite come una litania- dal 2001 ad oggi gli investimenti culturali, nel nostro Paese, siano passati dallo 0,34 allo 0,19 % del bilancio dello Stato.

Diversa è stata la linea seguita da altri Ministri, in primis Maria Chiara Carrozza che si è battuta per ottenere finanziamenti per l’Università ed è riuscita ad ottenere un, almeno parziale, risarcimento dell’FFO del 2012, già decurtato di 300 milioni di euro. Una vittoria dimezzata, come l’abbiamo definita, ma si sa,  ognuno va con le sue proposte e poi si tratta, si media, si contratta. La coperta è sempre troppo corta ed è fatto obbligo di chiedere 10 per ottenere 5.

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In genere le consultazioni pubbliche on line sono molto strombazzate, largamente preannunciate. Si tratta di coinvolgere i cittadini, di conoscere le loro opinioni, di renderli partecipi. Strumento per eccellenza della democrazia diretta o partecipata tale strumento è  spesso utilizzato in tempi di crisi o in caso di scelte discusse, impopolari o controverse.

A gennaio di questo stesso anno,  su suggerimento di Mario Monti (ricordate?), si sottopose a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio. Materia controversa, che vede contrapposti interessi di segno opposto (Università pubbliche contra Università private o viceversa) non del tutto scevra, proprio per il suo argomento e per la composizione del governo dei tecnici, di sospetti conflitti di interessi..Ben tre  ministri dell’attuale compagine governativa sono infatti ex rettori o vice-rettori di altrettante, prestigiose, università private.

Ora è l’altro ministero della cultura, il MIBAC, nel silenzio pressoché generale, a luci spente, ad aprire un consultazione pubblica on line  relativamente ai musei. L’operazione, promossa  dalla Direzione Generale per la Valorizzazione dello stesso Ministero, significativamente intitolata “Il museo che vorrei”, è la prima di una serie di indagini aperte a tutti i cittadini  e finalizzate all’ottenimento  (mediante il contributo – si auspica di tanti- ) di conoscenze e soprattutto di proposte con finalità migliorativa.

Le domande sono veloci, mutiple choise, alcune un po’ scontate, altre più interessanti. Chiusa la consultazione on line le risposte saranno utilizzate per elaborare un documento riepilogativo che sarà reso pubblico.

Per provare, questione di due minuti, abbiamo tempo fino al 9 dicembre.

…Proviamo?

http://www.valorizzazione.beniculturali.it/consultazioneonline.html

Elle

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Ve la immaginate proprio così, la notte dei musei? Un concentrato di Belfagor, Codice da Vinci, Una notte al museo, in salsa Famiglia Addams. Molto meno divertente, però. Io questi manifesti non li ho visti in giro per la città, ma l’ho solo ricevuto col comunicato stampa del Mibac. Forse si sono vergognati? Hanno avuto un bagliore di pudore? Fatto sta che, a guardare questo manifesto, i decenni spesi a predicare che il museo è vivo sempre e non solo di notte, che ci si può e si deve saltare e giocare anche di giorno e non solo di notte, che perdio coi castelli delle streghe non ha nulla a che spartire, paiono buttati al vento. Ma sappiamo che i pubblicitari del Mibac sono una minoranza. La gente vera, fuori dal Mibac, certe cose le sa. E sa usare il cervello.

Effe

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La buona notizia è odierna: Marilena Pirrelli, “In campo a Strasburgo per ottenere più fondi”, IlSole 24Ore. Dall’intervista alla dr. Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) si apprende che l’Italia, con altri Paese europei, sta facendo lobby per inserire progetti culturali in relazione all’ambiente ed allo sviluppo delle città tra le strategie di finanziamento di Horizon 2020. Evviva!

Per capire facciamo uno, due passi indietro. Il programma quadro dell’Unione Europea Horizon 2014-2020 (http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm?pg=h2020) ha lo scopo di garantire la competitività complessiva del Vecchio Continente. Forte di un budget di 80 miliardi di euro, esso punta a rilanciare ricerca ed innovazione favorendo così nuova crescita e sviluppo. (altro…)

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Giovedì 24 marzo alla presenza del Direttore Generale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBac, Mario Resca, sono stati inaugurati i nuovi spazi e percorsi espositivi della Reggia di Caserta. I turisti potranno ora continuare la visita agli appartamenti storici ammirando 140 dipinti inediti e la nuova quadreria con 120 tele appartenute ai Farnese.  Saranno visibili tra l’altro numerose opere d’arte fino ad oggi conservate nei depositi o parzialmente visibili come la collezione Terrae Motus donata da Lucio Amelio nel 1992. La risistemazione degli spazi museali prevede inoltre l’accesso ai sottotetti del Palazzo e alla volta ellittica che si affaccia sullo scalone d’accesso. Il progetto è stato fortemente voluto dalla Soprintendete per i Beni architettonici, Paola Raffaella David, ed è stato sostenuto dal MiBac.

Il riallestimento delle collezioni è proprio ciò che mancava alla Reggia, complesso monumentale unico dal punto di vista storico-artistico e da tempo scarsamente valorizzato. Gli interventi dal grande spessore culturale e dal respiro europeo si sfaldano però sotto le parole di Mario Resca. (altro…)

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