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Posts Tagged ‘Napoli’

E’ stato una riflessione di Giuliano Volpe intervenuto a Roma alla presentazione del volume di studi e ricerche dedicati ad Adriano e la Grecia a sollecitarmi la curiosità: “Solo il 3% dei Luoghi del Cuore del FAI sono siti archeologici” ha detto con tono preoccupato il Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici; soggiungendo che, nonostante noi addetti ai lavori si sia portati a credere il contrario, i monumenti archeologici restano sostanzialmente distanti ed estranei al comune sentire e al cuore degli Italiani.

Sono andata a scartabellare…Ogni due anni il FAI (Fondo per l’Ambiente italiano) organizza un censimento dei luoghi di interesse storico-artistico più amati nel nostro Paese. Al termine, spogliate migliaia di schede, colosseo 1si provvede a redigere un elenco. Alcuni dei siti prescelti, potranno essere restaurati.

Giusto, sbagliato, fondi pubblici, interventi privati… Si tratta certo di una lodevole iniziativa che, volutamente, parte dal basso. La parola è restituita ai cittadini, valorizzazione e tutela si muovono sulla scia delle segnalazioni dalla gente. Non è più un lontano Ministero dei Beni Culturali e del Turismo che, da lontano, decide cosa, quando e come procedere con segnalazioni ed eventuali interventi conservativi e di fruizione, ma chi nel territorio ci è nato, ci vive, ci passeggia, ci spende le sue giornate a segnalare scelte e necessità.

Quarantacinque ad oggi le realtà monumentali che, “curate” dal FAI, sono state restituite alla cittadinanza: il parco ed il castello (altro…)

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E‘ bell ma n’abball” = è bella ma non balla

Ieri mentre si passeggiava nel centro storico di Napoli, tra il Museo Archeologico Nazionale e piazza Bellini, si veniva travolti da pittori, fotografi, scultori, ballerini capaci di gettare chiunque nel vortice del colore, della musica, delle forme, della danza. Si stava svolgendo l’iniziativa appArtissima: tanti artisti che esponevano, suonavano, recitavano liberamente nelle strade, nei palazzi, nei negozi, nei locali pubblici e sui balconi della città. Due giorni di festa tra mostre, installazioni, concerti e tanti altri eventi dinamici e colorati.

Scendendo dal Museo Nazionale, anch’io sono stato travolto da un’ondata di giovani danzanti: li ho seguiti affascinato lungo via Costantinopoli, mentre circondavano il palazzo dell’Accademia di belle arti e la galleria Principe Amedeo.

Siamo sempre nell’ambito di iniziative che si tengono con molta naturalezza in tutto il mondo e che segnano la voglia di riappropriarsi degli spazi e di rendere l’esperienza artistica un fatto quotidiano.

Una cosa mi ha sconvolto, letteralmente infastidito: l’80% dei pedoni, automobilisti, motociclisti non risparmiava epiteti poco lusinghieri ai danzatori o agli artisti in generale. Molti in modo colorito si interrogavano sulla necessità dell’operazione, altri esponevano in modo plateale i disagi arrecati alla circolazione dai movimenti sinuosi, altri ancora sbeffeggiavano qualsiasi cosa fosse al di fuori della visione del mondo personale e infine molti  rimanevano anestetizzati ad ogni stimolo.

Mi è sembrato proprio un brutto segnale, un’incapacità ad accogliere qualsiasi cosa sia diverso da una quotidianità “brutta” a cui ci si è assuefatti.

Spesso capita così che si trovi conforto al degrado moderno attraverso il recupero di un passato nostalgico e idealizzato. Mai visti tanti giovani neoborbonici, che appena escono da Napoli rimpiangono caffè, pizza e il sole, e contestualmente non osano indignarsi del fatto che nella periferia della città si può essere uccisi per sbaglio, per un errore, come capitato a Mariglianella pochi giorni fa.

Stanotte, proprio dove ieri i giovani ballavano, si è compiuto l’ennesimo furto ai danni del patrimonio di opere custodito dall’Accademia di Belle arti di Napoli.

“A poco più di una settimana di distanza dall’asporto di reperti archeologici di valore custoditi nello storico edificio di via Santa Maria di Costantinopoli, i ladri hanno utilizzato ancora una volta i ponteggi che da oltre un anno ingabbiano la facciata per introdursi, forzando una finestra, al primo piano ed entrare nell’ufficio economato, dal quale hanno portato via monitor e pc. I locali non sono video sorvegliati”.

Non ho potuto non riconoscere un nesso tra i due fatti avvenuti nello stesso luogo.

L’accademia custodisce calchi, reperti e opere di straordinario valore ed è un istituto di cultura trascurato e dimenticato oramai da troppo tempo. La direttrice Giovanna Cassese è stremata e per questo capace di denunce dirette ed esplicite.

Da il Mattino

Nella totale indifferenza del Provveditorato alle Opere pubbliche – si legge – e della Soprintendenza ai Beni architettonici, enti preposti alla salvaguardia dei beni culturali e demaniali,  l’Accademia di belle arti questa notte, a soli 4 giorni di distanza, dall’increscioso episodio di furto,  è stata nuovamente bersaglio di intrusione  da parte di ignoti, introdottisi tramite le impalcature che circondano l’edificio.  Grazie alla tempestività dell’intervento delle forze dell’ordine sono stati sottratti solo due monitor all’interno degli uffici dell’Economato”.

La città di Napoli è forse chiusa da troppi recinti: quelli istituzionali e fisici che soffocano l’Accademia divenendo l’ingresso per rubare le cose preziose al suo interno, e i recinti della società autoreferenziale che vive a compartimenti stagni:  nessuno si tocca, nessuno si sfiora, ognuno diffida del prossimo, rassicurato dalla “normalità”.

Forse è giunto il momento di capire che non c’è nessuna differenza tra chi ha rubato nell’Accademia – nella completa indifferenza delle istituzioni – e chi non ha aperto il cuore guardando i giovani che danzavano, dipingevano e coloravano la città.

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Domani sarà approvato un dei  progetti più controversi per Napoli: far svolgere le regate per l’America’s Cup sullo specchio di mare prospiciente via  Caracciolo. Per far ciò sarà necessario costruire una nuova scogliera di 170 metri di fronte la rotonda Diaz, uno dei luoghi più suggestivi di Napoli. E’ l’ultima chance, essendo falliti tutti i tentavi di trasformare con la bacchetta magica Bagnoli in una splendida sede internazionale di regate.

Il 4 febbraio scade il bando dei lavori e il rischio è perdere 55 milioni di euro: con quest’aria di crisi politici, amministratori, organizzatori ripetono come un mantra che questa è un’occasione che Napoli non può perdere. Le tensioni  –di ogni tipo- sono fortissime e i più ottimisti sommessamente parlano già di scempio paesaggistico e ambientale: di nessuna occasione mancata per i Napoletani, quindi.

20 sono gli enti coinvolti nell’approvazione del progetto e già sono state incassate 19 risposte favorevoli. Per l’ultimo «sì» manca il parere del Soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli, Stefano Gizzi, il quale già ha rilevato come“il disegno del progetto e alcune procedure vadano rifatte ex novo prima di dare il suo soffertissimo autografo”. (altro…)

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