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Posts Tagged ‘restituzioni’

ertugrul-gunay_258913Merita leggere questa intervista a Ertuğrul Günay, il Ministro turco della cultura e del turismo, apparsa su Hürriyet Daily News. Da politico navigato, non ha alcun tentennamento, alcun dubbio. E’ sicuro di sé quando minaccia di chiudere indagini che proseguono da oltre un secolo, se archeologi e musei stranieri non faranno quel che dice lui. Vuole essere lui a tenere le fila dei rapporti, quando finora accadeva spesso l’opposto. “We acted resolutely. We pursued each case with persistence. We also became conscious of the cards in our hands and started to use them. We became aware of the importance of the means in our hands“.

Certo, è giusto chiedere che chi lavora sul tuo territorio si dedichi anche al restauro di ciò che porta alla luce, alla musealizzazione, e pubblichi i risultati con tempestività. Ma questo signore è diventato ben più aggressivo, come abbiamo già segnalato, e ai paesi che possiedono reperti usciti illegalmente dalla Turchia anche in epoche antecedenti alla Convenzione Unesco del 1970, non solo minaccia di revocare le concessioni di scavo ma rifiuta categoricamente prestiti ai loro musei. Pare però molto più interessato ad avere i suoi bei monumenti restaurati e rimpatriati per mostrarli ai turisti e fare tanti quattrini, piuttosto che votato a un genuino amore per i beni culturali e la scienza. E non ha timore di essere additato come il “bad guy“: “I see that museums in Europe are in panic. People with self-confidence don’t react like that“. Anzi, conta di essere d’esempio per altri: dice di aver da poco firmato un accordo con la Bulgaria e di volerlo fare in seguito anche con la Grecia e l’Egitto. Insomma la Turchia mira a proporsi come leader nel Mediterraneo orientale anche nel campo dei beni culturali. Con molto realismo, però: interrogato sul recente annuncio da parte di un avvocato turco di volersi appelare alla Corte europea per i diritti umani per chiedere la restituzione delle statue del Mausoleo di Alicarnasso (giunte al British Museum sotto il governo ottomano, in circostanze piuttosto simili a quelle dei Marmi Elgin), risponde con distacco che è un’iniziativa privata. Aggiunge però che non avrà probabilmente successo solo perché ostacolata da una legislazione internazionale voluta dagli europei. Ma “the legislation will also change in the future“. A lui insomma non interessa vincere qualche battaglia, per quanto importante. Vuole cambiare le regole, ed è convinto che ce la farà. Teniamolo d’occhio.

Effe

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Questi greci ne inventano una più del diavolo. Specie se il diavolo è britannico e si tiene strette da due secoli le sculture del Partenone.

L’ultima invenzione è Opus Elgin: the Destruction of the Parthenon, on stage domani all’Athens Concert Hall: un’opera intera che racconta tutta la storia dei marmi da Pericle a oggi. Se fossi ad Atene, non me la perderei per nulla al mondo. Ma anche la semplice lettura della trama è illuminante: un polpettone tra storia, tribunali moderni e modernissimi collegamenti via satellite, con contorno di sapienti interventi divini. Pare l’apoteosi del kitsch, o solo epica da tre soldi. Però chissà. Attendiamo con ansia notizie da chiunque domani vorrà sciropparsi la partenonica pizza. Attendiamo fiduciosi…

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