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Posts Tagged ‘Sagalassos’

Apre oggi a Catania, al Monastero dei Benedettini, una mostra di foto strepitose dello scavo di Sagalassos, antica città nella Turchia sud-occidentale dove lavora da un paio di decenni una missione archeologica dell’Università di Leuven. La mostra fa da contorno al convegno biennale dell’associazione internazionale Rei Cretariae Romanae Fautores, dal titolo “From broken pottery to lost identities in Roman times“, attualmente in corso a Catania per iniziativa dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr). Il direttore dell’Istituto, Daniele Malfitana, collabora infatti da tempo con la missione belga a Sagalassos.

Ho visto le foto giorni fa quando Daniele mi chiese di scrivere un saggio per il catalogo della mostra: ho scritto subito, tutto d’un fiato, colpita all’istante dalla forza comunicativa che scaturisce da quelle immagini. Riporto qui sotto il mio scritto, che dice senza mezzi termini quanto quelle foto sappiano condensare lo spirito del luogo e le sue storie passate e recenti. Con buona pace dei guru contemporanei che gridano alla morte della fotografia professionale e dei fotografi. Non moriranno come non moriranno i giornalisti: la tecnologia può aiutare ma non potrà mai soppiantare la professionalità vera. (altro…)

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Volete sapere cosa fa un archeologo tutto il santissimo giorno? Collegatevi domani al sito del Day of Archaeology e troverete centinaia di professionisti che vi racconteranno la loro giornata. Sul campo, nei magazzini di un museo, in laboratorio, in biblioteca, ovunque essi siano. Anche in vacanza, credo. Vedremo.

Ovviamente la reazione immediata a questa iniziativa tutta anglosassone è: interessa davvero? Perché spendere tempo, energie e denari per una cosa simile che, ben che vada, restituirà un’immagine edulcorata della professione, visto che ognuno può mostrarsi come vuole? Ma a ben pensarci, è cosa buone e giusta e soprattutto utile. Perché la gente comune non ha la più pallida idea di cosa un’archeologo fa tutto il santissimo giorno, e per questo lo immagina o stile Indiana Jones o noiosamente sepolto tra carte e muffa. Insomma esagera e sbaglia. Se si vuole dare più dignità alla professione, farla anzi diventare una professione vera e non boicottata e bistrattata come oggi, bisogna forse cominciare a seminare tra la gente facendo capire a tutti il valore del proprio lavoro. In modo che poi le varie rivendicazioni di categoria, giustissime e onorabilissime, possano venire comprese e al fine magari pure accolte, senza cadere nell’attuale vuoto cosmico.

Abbiamo già ricordato il successo di un documentario sugli scavi belgi a Sagalassos, nell’odierna Turchia. Documentario che poco diceva dell’antica città ellenistica e poi romana, ma molto dell’attività quotidiana di archeologi e restauratori, comprese la pause per il tè e il pranzo. Una noia per chiunque del mestiere, ma una meraviglia per chi ha finalmente capito come si scava, scopre, studia, restaura il nostro passato più lontano.  Que viva Sagalassos! e anche il Day of Archaeology. Vedremo domani cosa accadrà.

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